mercoledì

18 APRILE Venerdì Diario




18 Aprile = Venerdi = ( City Budapest - Maps )

Sveglia ore 7 colazione al bar e partenza
km 109 Gyor, = km 37 arrivo a Mosonmagyarovar - (tot km 146)

Mosonmagyarovar – Abitanti 30.000



E’ attraversata dal fiume Lajta. Stessa ricerca di alloggio, ho trovato una locanda dove pernottare, mi riposo un’ora ed esco.
Cittadina piena di traffico dato dalla vicinanza del confine ma con molto verde e pulita, , vi sono locali di tutti i generi, come si immagina in una cittadina di frontiera. Non mi attira molto il posto, decido di stare vicino alla locanda e pranzo presso un chiosco che prepara spiedini di carne. Faccio conoscenza con personaggi singolari e divertenti, in particolare camionisti di passaggio, che si sono fermati solo per riposarsi prima di entrare in Slovacchia, ma a me sembra solo una scusa perchè hanno bevuto una quantità esagerata di birra .
Per non bere, dato le loro insistenze , invento la solita storia che si ripeterà molte volte durante il viaggio.
Chi ha l’abitudine di ubriacarsi, ha reazioni il più delle volte positive, c’è chi si addormenta e chi diventa violento ma il più delle volte, il bere scioglie le loro inibizioni o come nel caso dei camionisti con cui stò in compagnia che hanno voglia di esprimere le loro ideee e pensieri.
Come spesso capita tra uomini, parliamo di sport o donne più raro che si parli di politica, essi optano per il sessodebole ” , Sich!!

“Caro amico italiano, le nostre donne non ci amano, le donne dell’Est non sono come le vostre, passionali, gelose, possessive, esse sono dedite solo alla famiglia. Dovremmo essere contenti, giusto? Forse non sai, che specie le generazioni degli anni 50 e 60, hanno risentito molto della disgregazione dell’Unione Sovietica, le difficoltà che il mio popolo a dovuto subire sono state enormi, la mancanza di lavoro, la perdita di un riferimento d’aiuto sia morale che finanziario e di sicurezza sociale si è dissolto, specie gli uomini, in molti casi, si sono sentiti improvvisamente inutili e abbandonati dalla tutela e dagli ideali su cui contavano.

Famiglie intere hanno risentito di tutto ciò, con un forte aumento dei divorzi dovuti all’impossibilità dell’uomo di poter essere di sostegno al nucleo familiare.
In questo la donna è stata più forte e non si è abbattuta ha preferito divorziare e pensare ai figli mantenendoli quasi sempre con il suo lavoro pur misero che fosse. Questo è dovuto alla diversa cultura di libertà che il mondo occidentale e orientale hanno perseguito negli ultimi 60 anni, causata dalla non libera circolazione delle idée e impedite dalla Guerra Fredda. Nella maggior parte dei casi l’unico scopo della donna dell’est era formarsi un nucleo familiare non importava con quale uomo, bastava che avesse la capacità di contribuire al sostegno suo e dei figli. L’intesa e il sentimento di attrazione e d’amore non era la cosa più importante per formare una coppia di sposi Le coppie non avevano la cultura della "Scelta per amore" sia l’uomo che la donna cercavano di sposarsi molto presto, date dalle abitudini sociali e culturali della comunità, non curandosi delle difficoltà economiche in quanto in generale, lo Stato pensava a tutto. Adesso mi rendo conto che tutto ciò stà per fortuna cambiando anche se lentamente, i giovani non hanno più fretta di sposarsi e cominciano ad assaporare la libertà di scegliere la persona con cui condividere una possibile serena convivenza con uguali diritti e doveri.”

Mi rendo conto che i fumi dell’alcol possono anche intristire, ma riflettendo un poco mi rendo, conto che la mia generazione nei Paesi occidentali, ha dato un forte contributo a che “la libera scelta” nello scegliersi la compagna della vita divenisse un cambiamento culturale rivoluzionario nei rapporti frà uomo e donna.
Le generazioni prima della mia avevano la stessa abitudine culturale dei Paesi dell’Est, anche in Italia la preoccupazione e l’interesse della comunità era che i giovani si sposassero presto, specie le donne altrimenti venivano nel migliore dei casi additate come zitelle ed era abitudine che i sensali e i familiari combinassero i matrimoni senza neppure consultare il gradimento reciproco dei giovani futuri sposi.
Dopo i convenevoli saluti a tutti i presenti, decido di andare a visitare il Castello omonimo, più che un castello sembra un grande caseggiato quasi triangolare con un cortile e alcune opere d’arte all’interno. Torno nella cittadina e bighellonando per le sue strade faccio l’ora di andare a letto per un buon sonno ristoratore e senza cenare.
Sono appena le 21 e questa non è una città che offra molto dopo il tramonto .
>(CONTINUA DIARIO DEL GIORNO 19 APRILE)


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