domenica

30 APRILE Mercoledì Diario




30 Aprile = Mercoledì = ( City Lodz - Maps )

Mi sveglio alle 8, come da me richiesto alla signora, che mi invita a far colazione, ho fame e mi ha preparato una colazione a dir poco fantastica, mangio affettato, uova, latte e caffè. Finito il tutto, fumo una sigaretta in sua compagnia, pago il dovuto, con aggiunta di mia volonta di un sovrapprezzo dato dall’abbondanza e dalla ottima accoglienza ricevuta e mi avvio per altri lidi.
Sono di nuovo in viaggio per la prossima tappa.





km 5 Zgierz = km 144 arrivo a Varsavia - ( tot km 149 )

Varsavia =( Warszawa ) Capitale polacca = Abitanti 1.700.000

La città fù distrutta quasi integralmente dai tedeschi alla fine della seconda Guerra mondiale. Fu ricostruita tra gli anni 50/60, cercando di mantenere l’originaria urbanizzazione, antecedente al conflitto bellico, in particolare la città vecchia con la via Piwna, ove si possono ammirare palazzi in stile Neoclassico e Barocco e la Piazza del Mercato.
Da vedere anche il Barbacane del 1548, la Colonna Sigismondo eretta nel 1644 e infine non ci si può esimere, dal visitare il ghetto ebreo , passando per la Via Della Memoria, dove si possono osservare i numerosi monumenti, in ricordo perenne della tragedia di centinaia di migliaia di cittadini che vi abitavano.
Vi sono molti teatri, musei e gallerie d’arte frà i quali: il teatro Nazionale Narodowy fondato nel 1765, il teatro Wielki del 1778, la galleria Zacheta, il museo Sztuki Wspolczesnej, centro d’arte contemporanea, il museo Powstania Warszawskiego, in ricordo dell’insurrezione di Varsavia e molti altri siti interessanti.
Attraverso il fiume Vistola e percorrendo la periferia, noto la solita architettura del cosiddetto Socialismo Reale, non certo edificante, ma man mano che mi avvicino al centro città, mi rendo conto che sarà un piacere scoprire le bellezze artistiche del luogo.
La prima cosa che faccio, come al solito è cercare una camera, mi fermo ad un bar e dopo aver fatto uno spuntino per fermare lo stomaco, essendo già il primo pomeriggio, bevuto un discreto caffè, chiedo informazioni al banconiere riguardo ad un alloggio decoroso e possibilmente non caro. Non sa dirmi molto su un alloggio a costo contenuto, ed io non ho intenzione di seguire il suo consiglio di recarmi in un albergo, esco dal bar e purtroppo un vigile accanto alla mia auto mi stà facendo la multa per divieto di sosta. Pazienza, pago il dovuto ma in cambio, chiedo a lui se sa indicarmi un posto per alloggiare, quasi sorpreso nel non vedermi alterato per l’ammenda subita, gentilmente si mette ad elencarmi una serie di soluzioni abitative, degne di un tour operetor, mi consiglia di vivamente però, di recarmi presso un’affittacamere di sua conoscenza, voglio fidarmi e avuto l’indirizzo mi avvio presso di esso.
L’affittacamere si trova proprio al confine del ghetto, in un vecchio palazzo risparmiato dalle distruzioni della Guerra, salgo al piano indicatomi, mi apre un vecchio signore in giacca da camera e pantofole, gentilmente ma fermamente, mi invita ad entrare chiedendo che cosa desiderassi, al momento pensavo di aver sbagliato abitazione ma alla mia richiesta, se era questo il tipo di appartamento che cercavo, sorride annuendo e informandomi sia del servizio che offre, che del prezzo giornaliero.
Il prezzo è buono e la camera che mi viene presentata è arredata con mobili antichi di pregiata fattura, inoltre essendo al 4° piano, la finestra da su un panorama della città merviglioso. Senza contare poi la curiosità che ho nel conoscere meglio l’affittacamere, personaggio distinto, da sembrare un aristocratico vecchio stampo.
Prendo possesso della camera e dopo essermi rinfrescato, mi reco in una sala riservata agli ospiti, “l’aristocratico” è seduto comodamente su una poltrona e cordialmente mi invita ad approfittare dell’ora del per berne una tazza in sua compagnia.
Dopo i soliti convenevoli di reciproca conoscenza e raccontato da dove vengo e dove ho intenzione di andare, si congratula della mia curiosità nel voler conoscere i vari popoli e le loro culture.
Avevo immaginato giusto è un’aristocratico, vecchio combattente dell’armata polacca ai tempi dell’invasione tedesca, conseguente la disfatta dell’esercito, si rifugiò in Russia e combatte per liberare il suo paese.
Non ho capito bene a che tipo di aristocrazia facesse parte, ma sicuramente aveva avuto un’educazione che teneva conto “dell’etichetta”. Alla fine della Guerra, nonostante le distruzioni, ritrovo la sua casa intatta e anche se dovette dividere per molti anni, le stanze con altre famiglie, ebbe negli anni passati, la possibilità di recuperare tutta la sua autonomia abitativa, in quanto i coinquilini, ebbero l’opportunità di avere ogniuno la loro nuova casa.
Ebbe inoltre, l’accortezza di preservare gran parte della preziosa mobilia di sua proprieta.
Il tempo passa veloce, i racconti sono interessanti e la persona con cui dialogo è un ottimo parlatore.
Mi racconta delle sue battaglie ma anche della fame e del freddo patito nella steppa russa e sulle rive del Don, a contrastare le armate nemiche, fra le quali, vi eravamo anche noi italiani che ha sempre considerato singolarmente ottime persone.
Riguardo a questo, gli chiedo se conosce la storia dei nostri soldati, che per sfuggire all'accerchiamento delle armate sovietiche, si ritirarono dal fronte del Don e in pieno inverno russo, lasciando una scia di caduti, più per gli stenti che per gli attacchi dei vostri soldati. Nè ha sentito parlare ma niente di più. Gli racconto abbastanza dettagliatamente i fatti e lo invito a trovare e leggere il libro “Centomila gavette di ghiaccio” , ove vi è descritta ampiamente, la tragica storia dei nostri soldati in Russia.
Vedo il mio interlocutore rattristarsi e mi dice:

Le Guerre sono indice di stupidità e vengono proposte in genere, da ambizioni e ragioni fasulle, di chi ha l’incapacità di dialogare con il diverso, la maggioranza di un popolo è troppo occupata a sopravvivere, giorno per giorno e di conseguenza è facilmente manipolabile da uomini arroganti, che hanno accaparrato con il denaro o con l’astuzia, posizioni di Potere.

Si è fatto tardi e prima di andare a dormire, vado a cenare e a visitare la città di notte, che immagino sia una meraviglia.
Immagino giusto, la città è piena di vita e di luci e pur essendo Mercoledì, di locali per passare una buona serata di svago non mancano. Il centro storico è pieno di night, pub, caffè ecc.
Mi ci reco è visito la famosa piazza del Mercato, sono abbastanza stanco, ”non ho più l’eta” , mi siedo ad un tavola di un disco bar , freguentato non solo da giovani locali ma anche da turisti, noto ad un tavolo un gruppetto rumoroso di uomini e mi rendo conto che sono italiani, anche se volessi non potrei non sentire i loro discorsi e come sempre i dialoghi vertono su sport e ragazze, parlano ad alta voce ma hanno un comportamento educato ed essendo in un locale non certo sofisticato è normale amministrazione.
Ormai è tardi e la stanchezza vince la mia resistenza, torno all’appartamento, mi stendo sul letto e mi addormento di sasso.
>(CONTINUA DIARIO DEL GIORNO 1 MAGGIO)



0 commenti: