sabato

31 MAGGIO Sabato Diario




31 Maggio = Sabato = ( City Zhitomir - Maps )

Alle 8 sono già pronto, guardo nella strada, non cè nessuno, un silenzio quasi irreale mi riporta al ricordo che oggi è Sabato, giorno di festa per molti lavoratori.
Passa un carretto carico di verdure, trainato da un cavallo, questi tipici e antichi mezzi di trasporto, frà non molto verranno soppiantati da mezzi a motore, dato che l’Ucraina, stà correndo velocemente verso una nuova società più moderna e occidentalizzata, mangio un toast al bar e riparto per una nuova destinazione.

Km 96 Novograd = km 104 arrivo a Rivne - ( tot km 200 )

Rivne = abitanti 249.000 =

Città sperduta sulla strada statale, al bivio che porta al confine ungherese o a quello polacco, località che ha pochi monumenti interessanti: la Chiesa di Assunta, la Cattedrale di Intercessione e la Cattedrale di Assunzione, e altri ancora.
Per me è una citta di transito, sono attratto più dalla prossima città Lvov l’antica Leopoli, mi sistemo presso una famiglia indicatomi da un’anziana signora all’ingresso della cittadina.
La casa è gestita da una donna che gentilmente mi offre una gradevole stanza, tinteggiata con i colori del sole e del mare.
Caso raro al di fuori degli hotel, ha il bagno in camera, nè approfitto e mi faccio una lunga doccia corroborante, dopodiche cerco un posto dove riempire lo stomaco.
Finito il pasto mi dedico al turismo e a piedi giro per la citta, visitando il monumento in ricordo degli ebrei vittime dell’Olocausto e chiese, in poche ore vedo tutto quello che cè da conoscere.
Pensavo di aver finito il mio giro turistico quando mi imbatto nello Zoo della città.
Non mi piaccciono gli animali in gabbia ma sono interessato di vedere come vengono trattati, anche se per quanto bene siano mantenuti non saranno mai in un ambiente naturale per loro congeniale.
Non so se la notte da queste parti esiste un pò di vita ma forse essendo Sabato, qualcosa ci deve essere.
Mancano pochi minuti alle 22, ho passato un paio d’ore sul letto non avendo voglia di mangiare, dato che il pasto di mezzodì è stato abbondante.
Sono curioso di vedere che succede in una piccola città di provincia, come si divertiranno gli abitanti del luogo?
Mi giunge un suono famigliare di motori, sembrano moto in corsa, mi avvio avvicinandomi verso questo rumore che per me è musica.
Fatto qualche centinaio di metri mi trovo davanti uno spettacolo di mezzi in corsa su un circuito di terra battuta, sono Speedway corse in moto elaborate e spettacolari .
Assisto con passione e gran divertimento ma verso le 23 tutto finisce, troppo presto, mi accingo allora a ricercare un'altro posto per finire la serata
Delusione totale. Nel mio giro alla ricerca inutile di un qualsivoglia locale, non sono stato capace di trovarlo, mi sono fermato ad un caffè, un uomo, a cui chiedo notizie al riguardo, non pare interessato alla mia richiesta d’aiuto, mi invita invece , con fare burbero, a bere con lui.
Visto che la serata è persa accetto, l’uomo ha voglia di parlare e davanti ad un bicchiere di vodka racconta il suo pensiero:

Questa è una città senza molte attrattive, i giorni passano monotoni, il, costo della vita aumenta sempre più e per noi uomini, che hanno passato la cinquantina, diventa sempre più difficile andare avanti.
L’alcolismo purtroppo è una c diffusa, in misura minore, anche tra i giovani.

Molte nostre donne sono emigrate all’estero, causando in alcune famiglie, divorzi, sacrifici, figli che non vedono le madri da anni, e alcune ragazze, che purtroppo il miraggio del benessere o l’inganno, a reso
schiave del sesso.
Devo riconoscere però, che la gran parte dei cittadini, si danno d’affare per migliorare la loro condizione economica, con impegno e intelligenza, cercando e inventandosi lavori di qualsiasi genere, creando imprese, aprendo negozi di vario genere, insomma il futuro, per quanto io nè abbia timore, fà intravedere un grande fermento positivo in tutta l’Ucraina


Nonostante tutto, quest’uomo, a fiducia nel futuro del suo popolo, finiamo di bere e salutandoci come vecchi amici ci congediamo con un abbraccio.
La signora del mio alloggio, mi attende seduta davanti al televisore, mi ha atteso perchè preferisce chiudere la porta a chiave la notte, mi scuso del ritardo e dandogli la buonanotte, mi dirigo nella mia camera.
>(CONTINUA DIARIO DEL GIORNO 1 GIUGNO)


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venerdì

30 MAGGIO Venerdì Diario




30 Maggio = Venerdì = ( City Kiev - Maps )

Un buon riposo è quello che ci voleva, per ripartire tranquillamente verso la prossima tappa.

Km 76 Kocherovo = km 51 arrivo a Zhitomir - ( tot km 127 )

Zhitomir = abitanti 278.000

Mentre mi aggiro per la città cercando un centro informazioni, mi imbatto in alcuni monumenti e chiese, interessanti varietà di fontane, che gettano in aria l’acqua, che disperdendosi, creano nuvole di goccioline prima di ricadere nelle vasche sottostanti, attraverso la grande piazza dell’Indipendenza, dove in una strada laterale, trovo ciò che cercavo.
Starò un solo giorno in questa città, perciò chiedo di un posto per pernottare. Al centro turismo mi consigliano un Ostello, anche se è freguentato solo da giovani, la sistemazione spartana, mi và benissimo. All’entrata dell’Ostello mi accolgano gentilmente e vengo alloggiato in una stanza insieme ad altri due ragazzi tedeschi, in quel momento assenti. Ho fatto presto a percorrere la distanza da Kiev a quà, per cui nè approfitto per visitare i dintorni dell’Ostello.
Non è grande la cittadina, e dopo aver pranzato presso un chiosco che prepara piatti caldi, incrocio due uomini che, dato l’incofondibile abbigliamento, riconosco per ebrei.
So che esiste a Zhitomir un loro centro di culto, sfacciatamente mi presento e chiedo, dove si trova per visitarlo.
Con fare timoroso e sorpreso da una simile richiesta, mi indicano una direzione ma vedendo che non conosco la cittadina, mi invitano ha seguirli e che saranno ben lieti di farmi conoscere la Sinagoga.
Dopo aver visitato l’ambiente di culto, senza essere stato lasciato solo un minuto, chiedo come vivono in questa città:

Vivere è già una grazia, le nostre genti sono state perseguitate in tutto il mondo, come pensiamo lei sappia. Quì a Zhitomir non cè stata eccezione, ed anche, tutt’oggi, siamo sotto tiro di personaggi antisemiti. Siamo stati oggetto di aggressioni e minacce negli ultimi tempi, speriamo che tutto ciò finisca presto. Dai tempi degli Zar, le nostre genti e la nostra religione sono state vittime della violenza e dell’ignoranza, in particolar modo, l’invasione tedesca di queste terre aveva cancellato la nostra genia, immolando una intera popolazione all’idea del Superuomo nazista. Adesso stiamo ricostruendo il nostro ambiente religioso, facendo scuola a giovani, che provengono da tutto il mondo, con attrezzature scolastiche al meglio di quello che possiamo fare. Abbiamo, sale computer, biblioteca, dormitorio ecc. Cerchiamo di fare il possibile, se Dio vorrà

Mi domando se l’umanità riuscirà mai a convivere in pace, rispettando ogni diversità di razza, religione e laicità, sia individuale che collettiva.
A sera torno alla mia camera e incontro i miei due compagni di stanza, che si stanno preparando per uscire.
Facendo conoscenza, si dicono contenti, fuori li aspettano due ragazze conosciute il pomeriggio, gli hanno proposto di cenare a casa di una delle due.
Sento i progetti per una serata romantica ma forse non immaginano, che prima che possano essere soli, con le due donne, dovranno sorbirsi la compagnia di tutta la loro famiglia.
Li lascio con la loro euforia e speranza di avere una serata esclusivamente romantica.
Disteso sul letto ripenso alla mia giovinezza, che lentamente mi trasporta nel mondo dei sogni.
>(CONTINUA DIARIO DEL GIORNO 31 MAGGIO)


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giovedì

29 MAGGIO Giovedì Diario




29 Maggio = Giovedì = ( City Kiev - Maps )

Non ho riposato molto bene, la cena abbondante, i vari alcolici bevuti e l’ora tarda del ritiro in branda, di ieri sera, non ha favorito il mio recupero fisico.
Sono deciso comunque di conoscere altri luoghi di questa favolosa città. Prendo il Metrò per recarmi a visitare il Lavra, che è il centro del culto religioso ucraino, l’interno della chiesa è splendente di ori e icone da mozzare il fiato, vengo a sapere che questo centro religioso è paragonabile al nostro Vaticano.
Dopo tanta bellezza antica è necessario che vada ha conoscere anche la famosa Maidan Nezalezhnosti, il moderno centro commerciale di Kiev, con i suoi negozi sotterranei e con sorpresa noto alcune grandi firme italiane di moda.
La visita turistica mi prende quasi tutta la giornata, mi sono fermato solo per mangiare al Potata House, uno dei tanti self-service della città, gustando un buon pesce arrosto e patate.
Mi fermo per riposare sulla panchina di una piazza dove si erge il ,Palazzo del ministero degl'esteri, un palazzo enorme con alla facciata collocate enormi colonne.
Due signore sui 50 anni, notano la cartina turistica che sto osservando per capire dove mi trovo, mi chiedono di che nazionalità io sia, alla mia risposta sorridono contente e mi dicono che sono due donne che lavorano in Italia come badanti, e che sono tornate in Ucraina per un periodo di ferie presso le loro famiglie.
Una delle due mi coinvolge nel suo sfogo, per la felicità di trovare un italiano nella sua Patria mi racconta le sue esperienze, nè riporto un brano:

Erano 3 anni che aspettavo il permesso di soggiorno per lavoro in Italia e finalmente, l’anno scorso sono riuscita ad ottenerlo. Lavoro presso una famiglia per accudire un’anziana signora, devo dire, che i primi tempi che venni nel tuo Paese, ero sfiduciata a tal punto che ero quasi decisa a tornare in Ucraina. All’inizio ebbi qualche esperienza negativa, lavorai per persone che non apprezzavano il lavoro che svolgevo o venivo infastidita da vecchi uomini che accudivo, purtroppo non a posto con la testa. Per fortuna questo durò poco e dopo qualche mese, una coppia di sposi mi propose di accudire la loro vecchia nonna, accettai e mi trovai in un ambiente delizioso. I due giovani hanno una figlia piccola, la nonna purtroppo non è autosufficente ma se fosse stato altrimenti sicuramente non sarei stata assunta. Mi trovo benissimo con loro, la piccola mi vuole un gran bene ed è educata nel migliore dei modi.

Sono contento per loro, conosco bene le condizioni di vita e di mal d’anima di queste donne, lontane dai loro affetti più cari, che con sacrificio lavorano lontano dalla loro casa.
L’altra donna mi racconta di un fatto che le ha coinvolte in modo positivo, affermando che gli italiani sono gente meravigliosa:

Per le feste, io e la mia amica, eravamo per negozi a comperare i regali di Natale,… a proposito lo sai che noi Cristiani Ortodossi, festeggiamo il Natale il 7 Gennaio? Dunque dicevo, parlavamo nella nostra lingua, quando improvvisamente ci sentimmo apostrofare “ Tate !? “ era una bambina che avrà avuto circa 10 anni. Era un’ucraina di lingua russa come noi. La bimba ci aveva sentito parlare con la sua stessa lingua, meravigliata e con fare gioioso, si era rivolta a noi come se avesse trovato un tesoro. Passava le feste in Italia, presso una famiglia, in affidamento temporaneo, i suoi genitori abitavano nella zona di Chernobyl e la conseguenza è stata che anche la piccola, se pur in modo lieve, a ereditato qualche problema di salute. Pur essendo felice con la famiglia, che l’accoglie in Italia per rinforzare il suo organismo è costretta a cambiare aria, ma sente la nostalgia della sua mamma. Le lacrime scesero sulle nostre guance pensando hai nostri figli lontani e abbracciandola è come se avessimo abbracciato loro.”

Nella maggioranza dei casi nel nostro Paese, queste donne coabitano presso famiglie che apprezzano il loro lavoro, pesante e di responsabilità. Accudire persone anziane è uno dei mestieri più stressanti che ci siano, lo sanno bene coloro che usufruiscono del loro aiuto assistenziale.
E’ già l’ora di cena, all’angolo della via che dà sulla piazza dove abito, noto un ristorante, dalla vetrina vedo fumanti piastre roventi che cuociono larghe fette di carne di manzo, non resisto e felice mi gusto una bistecca con patate arrosto che è la fine del mondo.
Ho mangiato divinamente e bevuto un buon vino proveniente dalla Crimea, anche se ha un sapore marsalato che non si adatta al piatto degustato.
Avrei voluto fare un altra scorreria per i locali notturni, ma la stanchezza e avendo visto, che i locali in definitiva sono, pur nella loro diversità, tutti uguali o forse più semplicemente perchè comincio ad avere una certa età e certi divertimenti sono più adatti ai giovani.
Giro per le strade limitrofe fino a che, stanchissimo, decido di andare a dormire, domattina mi aspettano altri chilometri e altra città.
>(CONTINUA DIARIO DEL GIORNO 30 MAGGIO)


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mercoledì

28 MAGGIO Mercoledì Diario




28 Maggio = Mercoledì = ( City Kiev - Maps )

Alle 8 sono al bar a fare colazione, la dormita mi ha ritemprato lo spirito e il corpo, sono pronto per la mia calassica maratona presso i siti turistici. Visito la Chiesa di Santa Sofia, il Teatro Shevchenko con la sua scalinata a semicerchio, il Monumento alla Patria, Memorial 2 guerra mondiale, Palazzo Mariyinsky con la facciata multicolore dipinta di bianco, celeste e ocra, la cattedrale di San Michele ricostruita nel 1998 con le sue pareti celesti e le diverse cupole d’oro, il centro storico con le sue vie strette e turtuose.
Kiev è satura di belle cose da vedere è impossibile elencarle tutte.
Un frugale pasto presso un mercato e nel pomeriggio sono di ritorno al mio alloggio per riposare e prepararmi per una notte di fuoco.
Alle 22 penso sia giunto il momento di uscire, avendo lasciato la mia auto in un garage, prendo un taxi che mi porterà al Casinò, voglio vedere anche questa realtà di Kiev.
Il locale è sobrio ed elegantemente arredato, ai tavoli da gioco sono seduti vari giocatori, si sentono le voci dei coupier, ed ogni tanto uno strillo di gioia di qualche signora che azzecca una vincita.
Regna una calma carica di tensione, i giocatori hanno occhi solo per il tavolo verde o la pallina che rotola nella ruota della roulette.
Decido di giocare qualche spicciolo, pur sapendo che inevitabilmente perderò. Infatti ci lascio qualche euro ma non me nè pento.
Al bar del casinò una piccola folla ordina champagne, una signora sui 40 anni ha vinto alcune migliaia di Euro e stà offrendo da bere ai suoi amici. Fà parte di un gruppo di turisti Russi che, data la relativa vicinanza al loro Paese, decisero di intraprendere il loro primo viaggio all’estero in Ucraina, di questo mi parla la signora del gruppo, che invitando i presenti a brindare, mi prende sotto braccio e offrendomi un bicchiere colmo di spumeggianti bollicine mi trascina su un divano vicino.
Mi racconta che è felicemente divorziata e adesso ha un‘importante incarico menageriale, presso una grande azienda Russa, questo è il suo primo viaggio all’estero.
Lo champagne comincia a farle uno strano effetto, invece di essere gioiosa le se inumidiscano gli occhi, le chiedo il perchè di quelle lacrime.

Piango di felicità, la mia gioventù è stata costellata di delusioni, in famiglia, da piccola, mia madre non aveva tempo per le coccole, doveva tirare avanti la famiglia, mio padre era militare e era sempre in missione lontano, non ho mai saputo dove andasse.
Ogni tanto si faceva vivo, non degnandomi di uno sguardo, io ho sofferto per questo suo modo duro nei miei confronti, rimaneva a casa pochi giorni poi spariva.

Questo mi ha reso insensibile e senza sentimenti, anche con mio marito è stato un fallimento, beveva per la disperazione di aver perso il lavoro, lo lasciai perchè la sua violenza nei miei confronti non poteva essere sostenibile, non ho avuto figli e da allora mi sono dedicata totalmente al lavoro.
Ho avuto grandi soddisfazioni e la fortuna mi ha arriso in modo sfacciato.
Oggi sono una persona rispettata e molti uomini mi hanno circuita, per cercare di conquistarmi, nè sono lusingata ma non mi sento di legarmi con nessuno, voglio bastare a me stessa, senza padroni, sono una donna realizzata e non devo ringraziare altro che me stessa.


Ha parlato senza quasi a riprendere fiato ma più che a me parlava a se stessa.
L’ammiro per la sua tenacia ma mi chiedo se veramente riuscira a vivere serenamente la vecchiaia da sola.
Mi libero dalla presenza di quel gruppo di arricchiti, che istintivamente non sento come appartenenti al mio mondo interiore, uscendo dal Casinò, mi avvio lungo la strada fitta di negozi alla moda, illuminati a giorno.
E’ appena mezzanotte, mi sono ripromesso di visitare anche un night, anche se la spesa che dovrò fare, sarà come quella di uno qualsiasi in Italia.
Poche centinaia di metri ed entro in uno di questi locali, l’ambiente è accogliente le ragazze discinte molto belle la spesa come prevedevo è altrettanto “bella”.
Rimango per una mezz’ora, guardo lo spettacolo e subito dopo esco, perchè preferisco godermi l’aria pungente della notte.
L’ambiguità del locale è uguale a tutti i nihgt del mondo, niente di nuovo. Un gruppo di ragazzi di ambo i sessi si rincore per il marciapiede ridendo facendosi scherzi reciprochi, beata gioventù!
Alle 2 sono disteso sul mio letto accogliente, accendo la televisione e dopo poco mi addormento come un bambino, lasciando l’elettrodomestico, gracchiare al nulla.
>(CONTINUA DIARIO DEL GIORNO 29 MAGGIO)


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martedì

27 MAGGIO Martedì Diario




27 Maggio = Martedì = ( City Gomel - Maps )

E’ il giorno del’apnea di viaggio, il mio timore nascosto è fuori luogo, il cosiddetto pericolo di contaminazione sul percorso da fare è ben delimitato ed è sufficiente avere piccole accortezze e attenzioni di cui tutti ti possono informare, inoltre la strada da percorrere è abbastanza lontana da quei luoghi malsani.
Il tempo per fortuna, a parte la solita nebbiolina mattutina, si peannuncia bello. La strada ha un fondo stradale buono, il traffico non è eccessivo, penso in mezz’ora di essere al confine.

Km 20 = confine con l'Ucraina
Perdo due ore per il disbrigo delle pratiche, per entrare in un mondo economicamente diverso e turbolento, data dalla situazione politica non ancora stabilizzata.

UCRAINA = (dogana) Stato Extracomunitario

Km 40 Repki = km 38 Cernigov = km 89 Kozolets = km 68 arrivo a Kiev (tot km 255 )

Kiev = Capitale dell’ Ucraina = Abitanti 2.700.000 =

E’ una città moderna, cè un grande fermento in tutta l’area metropolitana, la gente cammina spedita, il traffico è intenso con auto e camion di tutti i tipi e con Suv di grossa cilindrata che sfrecciano veloci nelle larghe strade centrali.
Il costo della vita è caro quanto quella delle nostre grandi città, l’eleganza nel vestire dei passanti ha molte facce, dall’anziana contadina col velo in testa, alla ragazza bellissima coscente della propria bellezza, all’ubriaco che barcolla o dorme sul marciapiede, all’uomo elegante nel suo doppiopetto color blù notte, la spazzina che si impegna a togliere gli ultimi residui del fango, lasciato dall’inverno appena passato, l’operaio che scarica un forgone carico di fusti di birra, il cameriere che serve veloce gli avventori ai tavoli fuori del caffè, il piccolo bambino, che arranca tenuto per mano dalla madre, cercando di tenere il suo il passo, tre ragazzine che ridono per l’apprezzamento galante di ragazzi coetanei…… Si è veramente, Maggio il mese del Festival della Primavera, la città è un’esplosione di fiori e colori.
Questa è una città fantastica, chi la visita e cerca emozioni forti, di tutti i tipi è il massimo che può trovare.
Di giorno pullula di caffè all’aperto, mercatini più o meno grandi, prati e giardini ampi e puliti, opere d’arte a non finire, guglie dorate ecc.
La notte riserva locali per tutti i gusti: Discoteche per tutte l’età, Night per chi ha soldi da buttare, Casinò per gli incalliti del gioco, Pub per incontri più o meno romantici, Caffè con orchestrine di musica popolare, Saloni per massaggi aperti 24 ore su 24, Teatri di vario genere, dalle Opere ai Balletti, alle rappresentazioni di commedie.
Alcuni di questi locali sono aperti anche fin dal primo pomeriggio, nel frattempo la gente di tutte l’età, sorridenti e all’apparenza sereni, si godono la primavera, sia di giorno che di notte, riempiendosi i polmoni di aria dolce e pulita, passeggiando lungo il fiume Dnepr.
Cerco un’ufficio turistico, avendo ben in mente ciò che voglio.
Preferisco trovare un alloggio per i giorni che starò a Kiev, che mi dia piena libertà di movimento.
Mi viene offerto un bilocale presso la Piazza Maidan è in piena zona dei divertimenti notturni, perciò oltre alle solite visite ai siti culturali, potro gustare in pieno il “ profumo della notte trasgressiva”.
Il bilocale si affaccia sulla piazza e sinceramente se avessi intenzione di far riposare le mie orecchie avrei sbagliato completamente la scelta fatta. E’ già tardo pomeriggio, sono affamato. mi reco presso un pub, dove mi propongono un menu a base di: antipasto di cetriolo, formaggio, un’insalata di polpa di granchio, subito dopo”il Borshch” zuppa di barbabietole,“ la Solyanka” carne fragrante o zuppa di pesce, piatti principali a base di carne di maiale o stufato di pollo con patate e verdure, piatti di pesce trote e carpe, insomma una cucina veramente ottima, sia come quantità che come qualità.
Mangio da fare pena, sembro uno che digiuni da una settimana.
A pancia piena mi dirigo per una larga strada piena di luci al neon, cammino per un pò, cercando di digerire ciò che ho ingurgitato e dopo un caffè e un digestivo di erbe amarissime è giunto il momento che mi getti nella Kiev Night.
Il suono giunge fino sulla strada, mi trovo davanti ad una discoteca, dove vedo entrare diverse ragazze, le seguo per capire da vicino, che tipo di locale sia.
E’ arredato magnificamente, suonano musiche modernissime e la pista è gremita da ragazze, da far rimanere a bocca aperta un latin lover nostrano. Mi godo quella vista di paradiso, uomini ve ne sono pochissimi, diversi stranieri, fra i quali noto subito un gruppetto di italiani che sorridono in modo ebete alla vista di quelle splendide donne, alle pareti esterne alcuni uomini di mezz’età, vestiti come dei boss in giacca e cravatta, che non mi ispirano nessuna fiducia, in giro per la sala riconosco anche l’atteggiamento tipico dei ragazzi ucraini, che insieme ad altre ragazze, bevono allegramente tenendosi stretta in mano la loro bottiglia.
Tutto si stà svolgendo tranquillamente, anche perchè defilati, sono presenti un paio di colossi ucraini, che penso sia meglio non fare innervosire.
Ma la giornata è stata lunga e stressante, devo tornare presto al mio residence, domani potrò conoscere altre realtà notturne, stanchezza permettendo.
>(CONTINUA DIARIO DEL GIORNO 28 MAGGIO)


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lunedì

26 MAGGIO Lunedì Diario




26 Maggio = Lunedì = ( City Gomel - Maps )

Mi sveglio e un chiarore abbagliante mi costringe per lunghi secondi a tenere gli occhi chiusi, il sole perfora la finestra coi suoi raggi implacabili, mi alzo e ad occhi semichiusi mi dirigo al bagno.
Dimenticavo di dirvi, che le finestre nei paesi dell’est sono senza impòste e solo tendaggi mitigano la luce esterna impedendogli di irrompere nelle stanze.
Scendo nella hall dell’albergo e faccio colazione, ieri non ho mangiato quasi niente. Dopo aver rimesso in sesto il mio stomaco, devo pensare come passare la giornata in questa città.
Domani devo fare altri 250 km tutti di un fiato per arrivare a Kiev in Ucraina.
Credo che percorrerò la strada più inquinata d’Europa, se non addirittura del mondo e questo non mi rende molto tranquillo, tutta la zona intorno a Chernobyl è inquinata dalle radiazioni è “Zona Morta”.
Nonostante ciò, molti cittadini bielorussi vi abitano ancora è pazzesco. Distolgo il pensiero da tutto questo e gironzolo per le strade, non vedo grandi negozi con insegne altisonanti, le classificherei ” a conduzione famigliare”.
Mi reco al mercato, è pieno di persone, i banchi allineati sono moltissimi e vendono di tutto, mi perdo nel guardare questo spettacolo, sembrano che tutti si siano dati appuntamento in questo luogo, infatti per le strade della città, non circola molta gente.
A un banco di frutta compro qualche mandarino proveniente dalla Georgia, e bevo un Kvas, bevanda a base di menta, zucchero, malto e frutta.
Esco sul grande piazzale antistante e mi godo il sole primaverile, cammino per le strade e giardini, incontro chiese e monumenti, l’Università è un palazzo bianchissimo e a fronte assomiglia ad un colonnato romano.
Mi siedo sulle sponde di un laghetto, un signore anziano mi siede vicino badando alla nipotina, che nel frattempo getta briciole di pane ad un cigno bianchissimo.
I vestiti o la mia fisionomia inusuale per quei posti, attira l’attenzione dell’uomo che chiedendomi da dove vengo mi invoglia ha scambiare due parole con lui.

La città che hai intorno è stata rimessa in ordine negli ultimi anni, ma le campagne, hanno un aspetto ancora antico e se anche ciò da loro una parvenza di caratteristica tradizione locale, il degrado avanza inesorabile. Ma molto è stato fatto e spero che non si fermi tutto ad una facciata ipocrita, per compiacere i” potenti di turno”. Oltretutto questa è una zona e ancora di più vicino al confine ucraino, come forse sai, “maledetta” difficile intervenire in quei posti per poter migliorare la situazione

Viveva a pochi chilometri dal confine quando successe la catastrofe, lui lavorava a Minsk, ebbe il permesso di andare a prelevare la sua famiglia rimasta a casa, solo dopo diversi giorni.
Sua moglie è morta dopo un anno per cancro alla tiroide, sua figlia fù contagiata ed è riuscita a sopravvire, solo grazie anche alla disponibilità di famiglie, di altri paesi stranieri che gli dettero la possibilità, oltre alle cure fatte nel proprio Paese, di cambiare aria in un ambiente più sano.
Molte famiglie italiane si sono allertate per dare sostegno a queste popolazioni e molti bambini hanno potuto passare giorni felici, presso di loro nel nosto Paese.
Gli auguro tanta fortuna e mi allontano, con una stretta al cuore, penso che nonostante le sue disgrazie, mi ha parlato con dignità e senza lamentarsi della sua cattiva sorte.
Ritorno in direzione dell’albergo, ho deciso che mangerò al loro ristorante immagino che abbiano un buon menu.
Seduto al tavolo mi servono pasta condita con latte e per secondo spiedini di carne arrosto con contorno di patate gratinate, mentre assaggio questo gradevole piatto, mi domando da dove proverranno questi alimenti? Pensiero subito scacciato, se penso a coloro che nella zona “maledetta” mangiano il prodotto dei propri campi.
Da quando sono arrivato in questa città, tutti i miei pensieri vanno alla vita che gli abitanti hanno trascorso in quest’area in tutti questi anni.
Dopo pranzo una signora italiana, conosciuta al bar dell’albergo, mi dice che è venuta quì per portare presso la sua casa in Italia, una bambina orfana, che si trova in un “ Internato” , non capisco bene cosa sia, chiedo spiegazioni.

Noi li potremmo definire orfanatrofi ma non sono solo quello, ci abitano anche ragazzi che hanno famiglia. quì vengono controllati e curati molti bambini nati anche dopo il 1986 che portano gli strascichi della contanimazione subita dai loro genitori. Molte associazioni internazionali portano sostegno economico, materiale e umano, cercando di alleviare la conseguente solitudine dei bambini

Passo la serata in compagnia di altre persone che sono venute per lo stesso motivo a Gomel e che si disperderanno nel raggio di decine di chilometri il giorno dopo, per le diverse destinazioni, in cui si trovano gli “internati”. La sera non ho appetito, preferisco assaggiare dei pasticcini salati che ho comprato per strada, presso un banchetto improvvisato, da un’anziana signora dall’indefinibile età.
E’ notte ci sono alcuni locali dove i giovani di Gomel si incontrano, ne vedo molti di essi gironzolare per strada a godersi la fredda aria che il leggero vento porta dal nord.
La sera passa tra un caffè e un bicchiere di vodka e quando sento che gli occhi si fanno pesanti, penso che è giunta l’ora di chiuderli su un morbido e caldo letto.
>(CONTINUA DIARIO DEL GIORNO 27 MAGGIO)


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domenica

25 MAGGIO Domenica Diario




25 Maggio = Domenica = ( City Bobruisk - Maps )

Partenza per arrivare a Gomel. Ho fatto pochi chilometri ad andatura di lumaca, pioggia torrenziale, tanto che devo fermarmi nel paese di Rogacev, uno dei teatri di guerra della seconda guerra mondiale, poco più di metà strada dalla cittadina di Dovsk.
Presso un distributore di benzina ho trovato riparo e ho valutato il da farsi. Nel frattempo ho fatto dare un occhiata alla mia macchina, per accertarmi che non ci fossero dei problemi di mancanza d’olio o acqua, per fortuna tutto bene, ho fatto controllare anche le gomme.
Dopo 3 ore, sembra che il cielo mi abbia dato tregua e riparto con tanta attenzione e calma.

Km 94 Dovsk = km 97 arrivo a Gomel = ( tot km 191 )

Gomel = abitanti 515.000 =

Arrivo molto tardi in città, la strada fatta è stata un continuo di piogge torrenziali e schiarite improvvise, adessso non piove più e il cielo col sole che si abbassa all’orizzonte le dà un aspetto da fiaba.
La città è immersa nel verde, si vedono guglie di un bianco che abbaglia e per contrasto, in lontananza, palazzoni isolati circondati da boschi e prati verdi, laghetti e piccoli canali quà e là.
Devo riconoscere che è una bella cittadina, ma penso anche che a poco più di 100 km si è verificato uno dei disastri ambientali più gravi del secolo scorso, mi sgomenta che tutto ciò, sia stato creato per camuffare quella realtà, spero che questo sia solo un mio cattivo pensiero.
Intorno a questa città l'avanzata dell'esercito germanico nel 1941 fu irresistibile, l'arretramento delle truppe sovietiche non fu indolore, oltre alle migliaia di caduti 90.000 soldati russi furono fatti prigionieri, non sapremo mai quanti di loro riuscirono a sopravvivere alle tremende condizioni dei campi di concentramento tedeschi.
Dachau - Mautausen - Auschwitz - Buchenwald - e tanti altri disseminati in tutta Europa
E’ tardi e devo trovare subito un hotel, entro nel primo che trovo, elegante e pulito, vengo a sapere che è stato ristrutturato di fresco.
Il portiere mi accoglie con fare professionale, registratomi consegna le chiavi ad un cameriere che mi accompagna alla mia camera.
Non esco, la stanchezza è tanta, chiedo alla reception di mandarmi un toast o qualunque cosa possa mettere sotto i denti.
E’ una giovane ragazza che si presenta dopo poco, con un vassoio di toast e un bicchiere di latte.
Mangio tutto e accendo la televisione, non cè molto da vedere, solo mezzi busti che parlano di cose che non conosco, spengo il tutto e dormo come un angioletto.
>(CONTINUA DIARIO DEL GIORNO 26 MAGGIO)


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sabato

24 MAGGIO Sabato Diario




24 Maggio = Sabato = ( City Minsk - Maps )

Il tempo è mutato, nuvole cariche di pioggia passano veloci nel cielo, speriamo, non piova.
Sono appena le 7, quando rendo le chiavi alla proprietaria, ritiro l’auto in garage e mi avvio per recarmi in direzione dell’Ucraina.
Sarà un tratto piuttosto lungo di strada, sinceramente sono un pò preoccupato perchè credo che sul percorso, incontrerò solo poche piccole cittadine di provincia, attraverserò la zona radioattiva di Chernobyl per arrivare finalmente a Kiev.
Nel percorrere le strade di questi Paesi, incrocio spesso i più svariati mezzi di locomozione, uno dei più strani e bizzarri sono i carretti con sopra il guscio della carrozzeria di un’auto, che funge da riparo per chi vi viaggia sopra.
Nelle vicinanze di Marina Gorka vengo fermato dalla polizia, mi viene contestata la più classica delle infrazioni, viaggiavo a 80 km orari vicino ad un abitato, dove è permessa la velocità massima di 50 km.
Guardo in giro, ma di abitati vedo solo tre casupole all’interno della campagna, ad una distanza di non meno 100 metri dalla strada, inoltre, non ho notato nessun segnale.
Cerco di contestare l’addebito che mi viene fatto, ma mi rendo conto che è inutile protestrare.
Che abbia torto o ragione, poco importa, dover andare alla stazione di polizia per discutere la questione, sarebbe solo una perdita di tempo.
La multa sono solo pochi Euro, pago e riparto, cercando di stare più attento di quanto sono stato finora

Km 63 Marina Gorka = km 98 arrivo a Bobruisk (tot km 161)

Bobruisk = abitanti 227.000 =

Arrivo in città sotto una pioggia battente. che negli ultimi chilometri non mi ha abbandonato mai.
Attraverso il fiume Berezina, vedo un caffè, scendo e corro velocemente all’interno del locale.
Nessun avventore, al barista chiedo dove posso sostare per pernottare, mi indica un piccolo albergo quì vicino.
Piove a dirotto, mi fermo ad attendere che spiova e chiedo un latte caldo ed una pasta, chiaccherando col barista vengo a conoscere alcune informazioni sulla città.
Ci sono scuole di: musica, danza, arti visive e la scuola di medicina, la Fortezza Bobrujsk e alcune altri siti di vario tipo.
La città fu interamente distrutta nell’ultima Guerra, per cui poche strutture antiche sono rimaste in piedi, questo purtroppo è una costante in gran parte dei Paesi visitati fino ad adessso.
È già tardo pomeriggio quando finalmente smette di piovere, mi dirigo ed entro nell’albergo che mi è stato indicato, mi accoglie una giovane donna, che cortesemente mi invita a seguirla per raggiungere la camera.
E’ ottima e il letto matrimoniale è comodo e distesa sopra, una coperta imbottita di piume d’oca, lasciato solo nè approfitto per riposarmi sotto di essa e scaldare le mie ossa intirizzite.
Mi sarebbe piaciuto vedere qualcosa di questa città ma sia il tempo, che non promette niente di buono, che la stanchezza, mi addormento per un paio d’ore.
Sento bussare alla porta, mi si chiede se desideri mangiare in loco, rispondo di si e dopo poco sono già seduto al tavolo da pranzo.
Sono il solo ospite dell’albergo, direi piuttosto una piccola pensione, non mi và di mangiare solo e chiedo alla signora, che funge anche da cuoca, se le facesse piacere cenare in mia compagnia, accetta volentieri e portando in tavola, sia le proprie posate che i piatti fumanti cucinati, ci accingiamo ha divorare il pasto.
Serata piacevole e istruttiva, niente di meglio che conoscere in dettaglio le pietanze mangiate, che parlarne con chi le cuoce.
Dietro mia richiesta, la cuoca mi elenca varie ricette di cucina locale, riassumo il tutto, col dirvi alcuni nomi e ingredienti: la patata è l’ingrediente maggiore per i pranzi in Bielorussia, con cui accompagnano quasi tutti i piatti di carne e manzo, ma anche con funghi.
Il Draniki, una frittella preparata con patate tagliate a pezzettini, il Pyachysta, volatile o maialino di latte arrosto o bollito, il pesce d’acqua dolce bollito o cotto in forno, il latte è utilizzato per lo yogurt e per condire verdure e piatti di pasta, insomma una cucina varia e interessante.
E’ arrivata l’ora del riposo, ci salutiamo e un buon sonno mi aiuterà ad affrontare i chilometri che mi separano dalla prossima città.
>(CONTINUA DIARIO DEL GIORNO 25 MAGGIO)


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venerdì

23 MAGGIO Venerdì Diario




23 Maggio = Venerdì = ( City Borisov - Maps )

Ore 7 sono in partenza, cerco di abbracciare la signora per ringraziarla ma i miei bracci arrivano solo a metà vita, ridiamo da matti per questa situazione, mi schiocca un bacio in fronte e mentre mi avvio all’auto mi saluta, dicendomi di mandarle una cartolina da Firenze.

Km 70 arrivo a Minsk =

Minsk = capitale della Bielorussia = abitanti 1.780.000 =

In questa città i Musei, Teatri, Chiese e Università, sono molteplici.
Sono arrivato presto e gli uffici del turismo sono ancora chiusi, nell’attesa bevo un caffè, chiedo consiglio al barista se conviene più un albergo o un alloggio privato, mi consiglia di affittare un monolocale e strizzandomi l’occhio mi dice.

Così sarà più riservato per un eventuale incontro galante”,

Comprendo il sottinteso ma non faccio questo viaggio con intenti sessuali. Comunque l’idea non è sbagliata, altre volte nel percorso di viaggio finora fatto, ho affittato appartamenti e mi sono trovato bene.
Apertosi l’ufficio del turismo, chiedo espressamente un monolocale, come altre volte la hostes telefona e mi scrive l’indirizzo.
La casa è in pieno centro, trovo un garage vicino per parcheggiare l’auto, non ho voglia di girare in macchina, preferisco prendere un taxi se proprio mi devo allontanare.
Mi apre un ragazzino, che subito dopo, senza neppure chiedermi che desideri, corre a chiamare la madre.
Si affaccia alla porta una signora sui 40 anni, si scusa per il figlio e mi fà accomodare sapendo già del mio arrivo, dopo la presentazione mi accompagna alla porta di fronte sul pianerottolo e mi porge le chiavi del monolocale, si eclissa salutandomi.
L’ambiente è carino un piccolo cucinotto e un letto ad una piazza e mezzo, perfetto.
Torno in strada dopo un pò, attraverso il ponte sul fiume Svislac e mi reco a visitare il Museo letterario Maksim Bogdanovic, il Teatro Nazionale Gorkij, l’Opera nazionale accademica e Teatro del Balletto.
Sono stanco per il tanto camminare e penso sia l’ora di riposarmi, con le gambe sotto una tavola imbandita.
Mangio in un elegante ristorante, mentre ordino il menu, entrano nel locale due signori ma i camerieri respingono decisamente gli avventori, chiedo per curiosità il perchè di quel trattamento nei confronti dei due clienti.

Quei signori, come avrà potuto notare, indossano pantaloni al ginocchio e magliette con disegni sgradevoli, un abbigliamento non gradito in questo tipo di locali

Già dimenticavo di dire, che come in tutti i paesi del mondo, locali eleganti come questo che ho scelto per pranzare, non accettano clienti con abbigliamento troppo casual.
Il conto a fine pranzo è davvero esclusivo, era meglio se mi fossi fermato ha mangiare un panino al mercato.
Stò avviandomi verso un sito monumentale, quando fuori dall’entrata di un grande albergo, noto un folto gruppo di ragazze che parlottano tra loro, eleganti, ma non troppo, carine, ma non di una bellezza ostentata.
Con loro ci sono anche due uomini sui 35/40 anni, li sento cercare di farsi capire dalle ragazze, la lingua è inconfondibile…sono italiani.
Mi presento e come se fossi il loro salvatore, mi chiedono di intercedere facendo da traduttore, faccio il possibile, per cui vengo a sapere il motivo della presenza, sia delle donne che dei due uomini in quel posto, tutti cercano “ l’anima gemella “
In questo Hotel si tiene un Meeting di incontri per cuori solitari, organizzato da un agenzia matrimoniale, comune mezzo per il pappagallo nostrano, di cercare l’esotica femmina da conquistare e la ragazza per evadere da un mondo fatto di rinuncie, con il miraggio di un matrimonio che le dia tranquillità finanziaria, in uno Stato straniero, che per molte di loro è considerato il “ bengodi.”
Sono curioso di vedere come si svolge un Meeting di questo tipo.
La sala è piena di ragazze e uomini di tutte l’età, chiedo di entrare.
Mi chiedono se sono iscritto, mangio la foglia e mi spaccio per giornalista, per fortuna non mi chiedono il tesserino e mi lasciano passare.
Sono presenti ragazze di tutte l’età: la 50enne un pò in carne, strizzata nel suo elegante tubino, la 30enne, vestita in minigonna con le gambe accavallate bene in vista, la giovanissima 18enne, imbambolata dalla confusione e dalla timidezza ma anche molte altre semplici e decisamente carine, timorose di non essere all’altezza delle più belle, ma gentili con i ragazzi con cui dialogano ai tavoli, predisposti per far conoscenza reciproca.
Gli uomini non hanno meno di 30 anni, vi sono anche un paio di 60enni, che tirati a lucido, volendone dimostrare meno, cercano di convincere due giovani ragazze, ad uscire con loro, per passare un weekend insieme ma le ragazze rifiutano decisamente.
Esco presto, personalmente non mi piace quel tipo di approccio con le ragazze, ma giustamente, io non sono alla ricerca di un affetto, sia vero che falso, perciò non posso dare un mio parere in merito a questo tipo d’incontri.
Sono nel mio alloggio, mi preparo per uscire a conoscere Minsk di notte. E’ ancora presto per trovare un locale in cui passare la serata, aspetto ad uno dei tanti tavolini fuori da un bar bevendo una tazza di caffè.
Il passaggio di persone cambia volto e pure quello di auto, molte con targhe straniere e noto anche, molte ragazze belle e elegantemente vestite o discinte, con tacchi altissimi, Minsk di notte, diventa una città occidentale.
Una discoteca è già aperta e nuvole di ragazze vi entrano allegre, le seguo e mi trovo davanti ad una marea di giovani donne ma pochi ragazzi.
Il suono è micidiale, ad un tratto la confusione, un gruppo di ragazzi litiga ma subito intervengono un paio di energumeni e calmano l’ambiente. Dopo poco decido che è meglio che esca, non cè niente che mi interessi e poi la confusione è troppa.
Mentre esco, incrocio un gruppo di uomini che sembrano usciti da un film di spionaggio o di malavita.
Occhiali scuri, giacca e cravatta più o meno dello stesso tono di colore, facce da poliziotti o body gard prezzolati,se non peggio.
Volendo sembrare defilati, quest’ultimi, si pongono in modo strategico, sul percorso dall’entrata della discoteca al parcheggio del locale, arrivano due Limousine e un Suv, due dei figuri, prontamente aprono le portiere delle due lussuose auto.
Ne scendono due facce da galera, con un codazzo di bellezze semisvestite schiamazzanti, sembrano tante galline intorno al becchime.
Le due facce da galera, vestiti come se andassero ad un matrimonio, con vistosi ori e gioielli pacchiani e ineleganti, entrano nella discoteca, seguiti dai body gard o scagnozzi, come preferite, per ultime le loro femmine chiassose e mezze ubriache.
Sono curioso di tanta sfacciata esibizione, specie in un Paese come questo, ma si sa che, per chi abbonda del vil denaro non esistono regole.
Hanno fatto accomodare parte della combriccola con i loro boss, nel posto più comodo e lussuoso del locale e alcuni scagnozzi ,in posizioni di controllo nell’ambiente circostante.
Ordinano fiumi di liquori e champagne, le ragazze ballano da sole, al centro della pista in modo sguaiato.
Si è fatto il vuoto nella sala, molti clienti se nè vanno.
Sono seduto su un trampolo del bar e in meno di un quarto d’ora, le presenze nel locale si è più che dimezzata.
Solo una ventina di ragazze e solo due o tre maschi, che stanno tranquilli a bersi le loro birre.
In pista solo donne, dietro ordine dei boss, vengono messe musiche dai suoni orientali e le ragazze seguono ballando questa musica sensuale, lasciando che i loro corpi mostrino tutta la loro sensuale bellezza.
I boss ridono, bevono, baciano e carezzano, sia le ragazze che li hanno accompagnati, che altre del locale, che si sono aggregate alla festa, ormai da definire privata.
Mi accorgo che sono osservato da un gorilla, che mi guarda torvo da sopra gli occhiali scesi sul suo naso, ma non devo sembrargli pericoloso, perchè subito dopo rimette a posto gli occhiali e guarda altrove.
La festa si fà sempre più sbracata, molte delle donne sono già mezze nude e si strusciano sopra quei corpi flaccidi dei capi banda.
Di uomini estranei al gruppo sono rimasto solo io e un paio di camerieri che si guardano bene ad intervenire per calmare la bollente serata.
Decido che è meglio che me la squagli, altri energumeni mi hanno notato e uno di questi si è seduto accanto a me.
Me nè vado con la musica di Shakira, che mi segue fino all’uscita.
Chi saranno quei due uomini per avere tanto potere?
Possono essere mafiosi, politici, contrabbandieri, faccendieri industriali, ricchi costruttori, speculatori, petrolieri, sceicchi annoiati.
Non posso saperlo, ma non tutti gli uomini che si riconoscono in alcune delle categorie nominate sono di quella pasta, anzi la stragrande maggioranza di essi, sono persone che svolgono le loro attività con correttezza e onestà.
Sicuramente però, un operaio, un pensionato o simile, non può e nè mai potra permettersi, una serata di bagordi, come quella a cui ho assistito. Giro per il centro e mi imbatto in un locale dove sento musica popolare è un locale aperto al pubblico, entro volentieri perchè intravedo che i clienti sono in gran parte stranieri e di tutte l’età.
Una birra e mentre la musica rallegra l’ambiente, faccio conoscenza con una coppia, lui tedesco lei bielorussa sposati da 5 anni, sono venuti ha trovare i genitori di lei e questa è l’ultima sera prima di ripartire per la Germania.
Si sono conosciuti in questa città, l’uomo era in vacanza e aveva necessità di un’interprete, si presento lei, con tutta la sua eleganza e bellezza e si innamorarono l’uno dell’altro.
Storia semplice ma inevitabile quando scatta la freccia di cupido.
Si è fatto tardi l’indomani penso di ripartire presto, niente mi attira particolarmente per costringermi a rimanere in questa città.
>(CONTINUA DIARIO DEL GIORNO 24 MAGGIO)


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giovedì

22 MAGGIO Giovedì Diario




22 Maggio = Giovedì = ( City Vitebsk - Maps )

Ho dormito benissimo, oltretutto i doppi vetri alle finestre mi hanno impedito di sentire il minimo rumore esterno.
Sono le 7, mi preparo e dopo un’abbondante colazione consumata in albergo, ritiro la macchina dal parcheggio e parto.

Km 78 bivio deviazione a destra ( 5 km prima della cittadina di Orsha )
Km 50 Tolochin = km 41 Krupskiy = km 50 arrivo a Borisov - ( tot km 219 )

Borisov = abitanti 150.000 =

Nonostante la nebbia incontrata, ho percorso velocemente il percorso, grazie anche all’ottima strada asfaltata da poco.
Opere d’arte e monumenti antichi sono quasi inesistenti, la Bielorussia è stata teatro di sanguinose battaglie durante la seconda Guerra Mondiale, causando la distruzione totale di varie città, se anche vi fosse stato qualcosa di interessante da preservare, andò distrutto.
Intendo fermarmi perchè mancano ancora 70 km a Minsk e la stanchezza comincia a farsi sentire.
Mi viene consigliato una locanda che funge anche da ristorante, mi sembra un buon locale, entro e incontro una signora ben in carne, che occupa tutto lo spazio dietro il bancone del bar, uscendone a fatica mi accoglie amichevolmente e sorridente acconsente alla mia richiesta d’alloggio per la notte.
Vista l’ora nè approfitto per mangiare, la morbida donna mi serve un piatto d’arrosto di maiale tagliato a fette con contorno di patate arrosto e due bottiglie di acqua?…
Una si, era acqua ma l’altra era vodka pura, la ringrazio per il pensiero e mi affretto a dirle che non posso bere alcolici.
Sembra delusa ma prontamente porta via la bottiglia sostituendola con un boccale di birra, non dico niente, anch’essa è alcolica.
Come al solito dopo pranzo un pò di riposo, una rinfrescata e parto per la visita doverosa della città, che mi è parsa più vivace dell’ultima che ho visitato.
La giornata è calda, il freddo del nord si stà attenuando e basta un pò di sole a che l’aria si riscaldi abbastanza.
Parè però che per questi popoli, questa stagione, sia come per noi Luglio inoltrato.
La gente cammina svelta, le signore anziane con le loro abituali borse, chissa cosa contengono, ma la cosa più bella sono le ragazze.
Rimango stupefatto dal loro portamento e dal loro abbigliamento: camicette che fanno immaginare tutto, microgonne da capogiro, tacchi da vertigine, hanno biondi capelli e visi particolarmente chiari ma vi sono anche ragazze dai capelli scuri ma con occhi verdi smeraldo.
Sarà questo che rende le autorità gelose, arrivando addirittura a frenare l’emigrazione delle belle donne bielorusse?
La vicinanza a Minsk, forse rende più facile la possibilità di seguire una moda più moderna che altrove.
Non riesco a distogliere gli occhi da tutto quel ben di Dio, solo nei Paesi Baltici avevo notato certe bellezze.
Hanno visi sorridenti e sono consapevoli della loro bellezza, ridono quando mi incrociano sul marciapiede, sapendo che le guardo, non certo con sguardo paterno o forse perchè riconoscono “lo straniero” .
Mi imbatto in monumenti ai caduti e in un paio di chiese ortodosse, la polizia e onnipresente e se escludo qualche anziano, seduto sulle panchine dei molti giardini attraversati, non vi sono molti uomini a giro, la disoccupazione in Bielorussia è a poco più dell’uno per cento, sarà per questo che non nè vedo?
Il mio passeggio lungo le sponde del fiume Berezina, finisce col riportarmi alla locanda, l’ora tarda del pranzo fatto non mi invoglia a cenare.
Una musica famigliare attira la mia attenzione, un cantante italiano degli anni 70, si sta esibendo in uno schow serale alla televisione, sono canzoni per me datate ma per la gente di quì, spesso sono novità.
La signora che al mattino mi ha ricevuto e mi ha servito il pranzo, batte le mani al ritmo della musica è felice e rivolgendosi a me, si complimenta per la musica italiana.
Accetto volentieri i complimenti, anche se oggi, anno 2008 di canzoni, nè sono state composte, anche molto più belle.
Per assurdo conoscono più i cantanti, che da noi hanno avuto un successo medio, che i miti ancora attuali, che hanno eseguito canzoni memorabili e rimaste nel cuore della stragrande maggioranza degli italiani.
Rimango incollato alla televisione, era più di un mese che non rimanevo davanti a questa scatola che vomità immagini, non mi dispiace infine perchè mi rilassa e mi fà arrivare all’ora di dare la buonanotte e chiudere la porta della mia camera dietro di me.
>(CONTINUA DIARIO DEL GIORNO 23 MAGGIO)


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mercoledì

21 MAGGIO Mercoledì Diario




21 Maggio = Mercoledì = ( City Dubroska - Maps )

E’ il giorno che entrerò in Bielorussia, che ha due facce, quella statalista basata su un sistema sociale di stile sovietico e quello capitalista, fatto di interscambi commerciali, importazione e d’investimenti finanziari esteri.
Non so a cosa vado incontro, ho letto abbastanza negli ultimi tempi, resoconti, prò e contro l’attuale struttura sociale e politica di questa Nazione.
Troppo ci sarebbe da discutere sull’opportunità di verificare, analizzare e farsi un’idea, anche solo approssimativa, della situazione reale.
Un paese che ha subito la tragedia di Cernobyl, città dell’Ucraina a ridosso del confine Bielorusso.
Le migliaia di orfani, la disgraziata immagine di bambini che ancor oggi nascono con malformazioni subite dalle radiazioni nucleari, di adulti ammalati, che pur passando gli anni, risentono ancora di quel disgraziato giorno, dell’esplosione nella centrale nucleare e delle vaste terre che non possono essere più coltivate
E’ stata una immane catastrofe in cui morirono migliaia di persone. Comunque un Paese da conoscere, se pur con qualche mio timore nascosto, a causa del mio carattere e condizionamento culturale

Km 30 confine con la

BIELORUSSIA = Dogana = Stato Extracomunitario =

Confine Kljasticy =

Alla dogana non aspetto molto contrariamente a quanto immaginavo, poche formalità, nessun problema.
Vengo poi a sapere che il passaggio Russia – Bielorussia non ha un pressante e capillare controllo, come a quelli delle frontiere con gli altri paesi confinanti, questo è dovuto immagino, alla stretta amicizia e interesse politico reciproco fra i due Stati.

km 40 Polotck = km 50 arrivo a Vitebsk = ( tot km 120 )

Vitebsk = abitanti 340.000 ? =

Sorge alla confluenza di due fiumi: il Vitba e il Dvina, Ospita l’annuale Festival Internazionale d’Arte di musica slava.
Nell’era sovietica molte chiese importanti vennero distrutte, oggi alcune sono state ricostruite, si può inoltre ammirare il Palazzo del Governatore Russo, l’obelisco del Centenario in ricordo della vittoria dell’esercito russo su quello napoleonico nel 1812 e il museo in onore del pittore Mark Chagall la cui citta a dato i natali.
Arrivo, le strade sono buone, la città è pulitissima, sento la palpante diversità d’ambiente dei paesi che fino ad adesso ho visitato è una senzazione che mi colpisce.
Poco traffico nei parchi e per le vie, noto donne con bambini in carrozzina, anziani seduti con apparente serenità, tutto molto ordinato, ma la sensazione di disagio non accenna a diminuire, l’ambiente è troppo asettico.
Vedo un albergo in stile architettura sovietica è opportuno che trovi subito una camera, i bisogni corporali non possono attendere.
Mi accoglie un portiere con indosso una divisa impeccabile, svolgo le formalità di rito e a passo svelto vado in camera.
Rimessomi a nuovo e rivestitomi da omino elegante, mi porto all’esterno dell’hotel.
E’ mezzodì, lascio l’auto al parcheggio e salgo su un filobus che mi porterà in centro città, scendo dietro indicazione del conducente in via Pokrovskaja dove è stato eretto il monumento a Chagall, percorro la via Lenin, il Museo Storico con il suo antico orologio collocato al centro della torre e la chiesa dell’Annunciazione, contornata da un prato, ricostruita nel 1992.
Poche persone in giro, ma in particolare le ragazze del posto sono molto carine e vestite in modo elegante pur con abiti semplici.
Non credo ci sia una grande vita notturna da queste parti, stasera saprò se ho visto giusto.
E’ sera ed ho mangiato solo un panino nella giornata trascorsa e adesso ho una fame da lupi, vedo un locale, all’esterno un capannello di uomini fumano e parlano tra loro è una locanda e luogo di ritrovo per gente del posto, chiedo se servono piatti caldi e avutone la conferma mi preparo a mangiare fino a scoppiare: Zahadka, (cotoletta) carne e fegato tritate, cipolla, latte, sale e pepe e per dolce il Kisiel di mirtilli.
Servono di tutto, mi sono abituato alla cucina dell’est, che non è male per un carnivoro come me.
Finito il tutto e con la pancia che ha smesso di reclamare, mi avvio al bancone del bar per godere di un buon caffè, che non è certo come il nostro espresso ma è comunque nero.
Esco dal locale e fumando una sigaretta osservo e ascolto le chiacchere degli uomini seduti ad un tavolo con l’immancabile bottiglia di vodka, pronta per essere vuotata.
Parlano di produzione di grano, di vacche, di gestione dell’orto collettivo. Sono contadini dei dintorni, venuti a vendere le loro coltivazioni in città, d’un tratto abbassano la voce.
La mia curiosità e maleducazione, cerca di captare le loro parole, capisco che parlano di politica.
Parlano troppo piano, riesco solo a capire, che se potessero vendere liberi da regole ferree, potrebbero guadagnare molto di più.
Distolgo l’attenzione dai loro discorsi perchè vedo avvicinarsi alcuni uomini, donne e bambini allegri e schiamazzanti, gli adulti dagli abiti e fisionomia sono riconoscibili, senza ombra di dubbio riconosco la loro italianità.
Sorridendo li saluto, meravigliati e contenti di trovare un italiano come loro mi abbracciano come fossi un loro parente.
La loro felicità ha un motivo ben preciso, sono persone che hanno ospitato e ospiteranno in seguito, ragazzi bielorussi presso le loro case in Italia per curare le loro deficienze fisiche, causate dalla radiottività assorbita a causa di Cyernobyl.
Alcuni ragazzi hanno una famiglia, altri sono orfani residenti in qualche istituto nei dintorni di Vitebsk.
Constatando la mia conoscenza del problema, una donna sui 40 anni mi informa pure sul problema dell’adozioni in Bielorussia:

Il governo Bielorusso è felicissimo di consentire ai bambini di venire in Italia per cure mediche e per respirare aria meno inquinata ma non è disposto a consentire che i suoi cittadini vengano adottati da famiglie straniere.
Speriamo che le cose cambino, molte famiglie italiane sono rimaste deluse ultimamente per il blocco delle adozioni imposto dalle autorità locali.
Le loro ragioni possono essere riassunte, nel non far apparire e pensare all’opinione pubblica internazionale, che la Bielorussia si scrolli di dosso la responsabilità del sostentamento di questi ragazzi.

Interviene un uomo, che confermando ciò che ha detto la donna, aggiunge:

La colpa è anche nostra, i ragazzi vedono la differenza di benessere individuale che c’è tra le loro famiglie e le nostre venendo in Italia, abbiamo tutto, anche troppo. Molte cose sono effimere nei Paesi occidantali ma essi non hanno la capacità di scindere da ciò che è necessario da ciò che è inutile possedere. Alcuni di essi, in particolare gli orfani, sognano di avere una famiglia, che possa dargli il nostro benessere e vi sono nostri concittadini, che si illudono a priori di poter facilmente adottare uno di loro, insistendo per realizzare il proprio sogno oltre le regole stabilite. Ciò a causato dissapori tra famiglie italiane e autorita della Bielorussia causando una reazione da parte di quest’ultimi, emanando leggi drastiche e limitative nelle adozioni.

Non hanno tempo per chiaccherare oltre, i ragazzi li reclamano ma ho sentito abbastanza per capire che, noi italiani, non smentiamo la nostra nomea su quanto siamo umani…ma sarà poi vero che siamo così buoni? Stò tornando all’albergo è l’ora giusta per un buon riposo, domani mi aspettano altri chilometri di strada, quando un’auto della polizia, si ferma velocemente a fianco di un uomo barcollante lungo il marciapiede è ubriaco ed è solo, lo caricano in macchina e ripartono.
La polizia, non permette che ubriachi, girino per la strada da soli, devono essere accompagnati da una persona sobria, altrimenti lo arrestano.
Le istituzioni di controllo e repressione, sono lige ed efficenti, per questo la Bielorussia ha un tasso di microcriminalità così basso, questo però comporta una paura strisciante da parte di tutti i cittadini, dovuta al controllo sistematico delle forze dell’ordine su tutta la popolazione.
Spero che sia così anche per la grande criminalità ma ci credo poco.
>(CONTINUA DIARIO DEL GIORNO 22 MAGGIO)


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