venerdì

16 MAGGIO Venerdì Diario




16 Maggio = Venerdì = ( City San Pietroburgo - Maps )

Mi sveglio di soprassalto, devo partire, il 21/5 mi scade il visto e per quel giorno devo essere al confine con la Bielorussia, che appunto parte dallo stesso giorno di scadenza di quello Russo.
Mi preparo velocemente, nel mentre, ricordo con nostalgia i bei momenti passati la sera prima. Bando hai ricordi, monto in auto, ma ecco l’imprevisto….non parte, apro il cofano motore cerco di vedere cosa è successo ma non riesco a capire del perchè non parte, a qualche decina di metri c’è un distributore, corro a cercare aiuto per ripartire.
Il benzinaio è disponibile a darmi un occhiata ma chiedo comunque, se conosce un meccanico che conosca il tipo di macchina che ho.
Telefona non so a chi e dopo una ventina di minuti, mentre cerco di trovare il guasto, si presenta un uomo con un furgone, qualificandosi come meccanico della concessionaria di marca della mia auto, tiro un sospiro di sollievo mentre l'uomo traffica dentro il vano motore.
Passano una decina di minuti, gira la chiave del quadro e la mia macchina romba che è un piacere, era andato in corto circuito un cavetto della messa in moto, faccio cambiare anche le candele e rabbocco l’olio mancante. Tutto in ordine, ringrazio vivamente e pagando il dovuto, saluto e parto, destinazione Luga.
Paesaggio piatto, attraversando boschi di conifere e senza incontrare che poche case, carretti trainati da cavalli e mucche, con carichi enormi di fieno, auto cariche fino all’inverosimile di mercanzia di tutti i generi, straripante dai finestrini senza vetri, animali da cortile starnazzanti, attraversano la strada all’improvviso, facendomi fare pericolose manovre per evitarli.
A metà strada una piccola cittadina, Divenka. Mi fermo per metter qualcosa sotto i denti, sembra di essere in un’altro mondo, a un contadino chiedo dove posso mangiare qualcosa, sospettoso mi si avvicina e dopo aver capito chi ha di fronte, si rilassa inondandomi di parole, cosa inusuale per un Russo.
Mi fà cenno di seguirlo presso la piccola casa vicino, e indicando una sedia all’interno di essa, mi offre felice formaggio e pane, accetto con gratidudine e facendomi compagnia, mangiamo insieme con gusto quella povera ma sincera offerta.
Un’ora di riposo e arriva il momento di ripartire.

Km 42 Gatcina = km 94 arrivo a Luga = ( tot km 136 )

Luga - Maps = abitanti 40.000 =

Piccola città industriale, niente di importante da vedere, se non il fiume Luga che scorre vicino. Il viaggio fino a quì, l’ho percorso con tutta calma e sono arrivato che è gia tardo pomeriggio.
Non vedo Hotel, mi indicano però una Dacia, scrostata e con colori sbiaditi dal tempo dove affittano una camera per i pochi viaggiatori che vogliono fermarsi, per passarvi la notte.
Mi ritengo fortunato, pochi euro e vengo sistemato in una stanza, nella quale aleggia un pungente profumo di legno, mi dicono che è stata restaurata da pochi giorni, per questo ha un odore così forte di legno fresco.
Passo la serata cenando insieme alla famiglia che mi ospita, composta da quattro persone, una donna giovane, un’anziana, un bambino e un uomo dall’età indefinibile.
Dopo cena le due donne ed io, ci accomodiamo presso il caminetto, che nonostante sia già Maggio viene tenuto acceso perchè la notte fà ancora abbastanza freddo e serve per stiepidire l’ambiente.
Le poltrone sono comode ma segnate dal tempo, come d’altronde tutto l’ambiente interno della casa, i tappeti, mobili, quadri danno un senso di antico, o forse è meglio dire d’abbandono.
I convenevoli sono d’obbligo e nonostante la nomea sui Russi che sarebbero scontrosi, duri e restii a dare confidenza, le due donne sono disponibili a raccontarmi la loro vita e il trascorrere del tempo in questi luoghi.
La giovane donna è sposata ma il marito vive a San Pietroburgo per lavoro e solo una volta al mese torna a casa, i soldi non bastano mai, le dico che questa è una cosa comune in tutto il mondo, sorride con occhi tristi:

Tu non immagini cosa la nostra gente ha patito e cosa ancora patisce nonostante la situazione economica attualmente stia migliorando ma solo ancora per pochi, La disgregazione del Paese a fatto si che le istituzioni si siano rese latitanti, lasciando spazio ad approfittatori, faccendieri, mafiosi, gli stessi uomini che avrebbero avuto il dovere di gestire l’economia e la giustizia, ci hanno abbandonato a noi stessi ed hanno fatto solo il loro interesse. Il nostro popolo era stato educato nel rispetto, se non addirittura nella paura delle vecchie istituzioni, ciò ci rese deboli nei loro confronti, le vostre autorità sono legittimate dal voto democratico, perciò non potete capire il nostro passato nè il nostro presente.

Le rispondo:
le democrazie sono imperfette, ogni popolo cerca di darsi delle regole per una possibile convivenza più giusta e meno conflittuale possibile, ciò non significa che siano tutte rose.
La nostra storia, le nostre guerre intestine, le rivendicazioni politiche e sociali nei secoli passati che ancora oggi facciamo, ci hanno portato ad una economia di base più ricca ma la povertà, la discriminazione, l’ingiustizia, la mafia l’abbiamo, seppure in misura inferiore, l’abbiamo anche noi.

Siamo si individualmente più ricchi di voi ma in quanto a umanita, cultura, sincerità, serietà non abbiamo niente da invidiarvi.

I popoli dell’est, hanno la fortuna di avere ancora dei valori sociali ed umani che in occidente abbiamo quasi perduto, sta a voi riuscire a preservare questi preziosi tesori, difficili da riconquistare una volta perduti.


In disparte l’uomo ha ascoltato, nonostante sembrasse perso nei suoi pensieri, si avvicina a noi e quasi parlando a se stesso:

Io avevo un buon lavoro, anni fà la fabbrica chiuse, cercai un’altro impiego, bussai a tutte le porte, mi adattai a fare qualsiasi cosa che potesse aiutarmi a vivere, niente da fare, se non cose ignobili e inumane. La fiducia in me stesso, la mia forza fisica ed intellettuale, l’onore, i valori, che mi erano stati insegnati, li ho perduti. Adesso il mio unico pensiero è come riuscire a trovare i Rubli che mi servono per comprare la Vodka o un suo surrogato. E tu mi parli di Giustizia? Venite nei nostri Paesi disgregati e poveri, con allegria e superiorità, come se andaste allo zoo, venite a rubarci le nostre donne, che dite “ facili”, venite esibendo la vostra falsa ricchezza. Io credevo negli ideali del nostro Paese, adesso voi siete i vincitori e come vincitori esibite i vostri trofei, abbagliando con l’effimero benessere che ostentate, le nostre semplici genti.

Che rispondere… niente….. stà a chi legge trarne un suo commento.
>(CONTINUA DIARIO DEL GIORNO 17 MAGGIO)


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