domenica

18 MAGGIO Domenica Diario




18 Maggio = Domenica = ( City Pskov - Maps )

Mi sveglio alle 5, ieri sera alle 22 ero già nel mondo dei sogni, nonostante forse vi fosse stato in città qualche locale notturno, ieri sera non avevo voglia di stare a giro inutilmente, rimango a godermi il calduccio del letto fino a metà mattinata, rileggendo i miei appunti e controllando il mio futuro percorso.
Oggi è un giorno di stanchezza mentale e fisica. Sono a circa 240 km dal confine Bielorusso, intendo fare un’ultima tappa prima di arrivarci, decido di dedicare la giornata nel più completo riposo.
Mi aspettano giorni piuttosto impegnativi, dati dal percorso stradale pieno d'insidie, come buche e asfalto non certo dei migliori.
Passo la giornata lavando e controllando l’auto, dopo un sostanziale pranzo, arrivo alla sera ben riposato e con la voglia di bere tranquillamente una buona birra.
Mi reco in una birreria e seduto ad un tavolino davanti al bar, guardo il raro passaggio di umanità.
Il sole stà tramontando, sento dentro di me una serenità inconsueta per me dato che il mio carattere sempre in fermento, sarà questa terra Russa che con i suoi spazi infiniti, la sua pianura, che si perde a vista d'occhio che mi calma? Non lo sò.
Noto una donna di mezz'età che cammina persa nei suoi pensieri, si siede ad un tavolino del bar vicino a me, il suo viso a un qualcosa di indefinito tra la tristezza, la durezza e la serietà tipica dei Russi, la sua eleganza e la sua non sfiorita bellezza mi inducono a voler fare la sua conoscenza.
Mi presento e le chiedo se desidera fare due chiacchere e bere qualcosa insieme, mi guarda senza battere ciglio per alcuni secondi, poi con un sorriso di circostanza mi fa segno di accomodarmi al suo tavolo.
Sono imbarazzato, non riesco a inquadrare la sua personalità ma è più semplice di quanto pensi, ci facciamo le reciproche presentazioni e alla sua domanda di cosa ci faccio in Russia e in particolare in questa landa desolata, le racconto del mio viaggio fino ad oggi fatto.
Mi ascolta interessata interrompendomi solo poche volte è gentile nei suoi modi di fare , mi appare una persona riflessiva , diversa da tante donne dell'est che fanno più domande di quante risposte io possa dare.
Mi rendo conto che stò parlando troppo o meglio è lei che parla poco, mi fermo col mio monologo e le chiedo di parlarmi di lei.

" Io non ho molto da dire di me, sono come tutte le donne del mondo, niente di particolare"

Non mi accontento di una risposta talmente vaga:

" Ovvio che tu sia come tutte le altre donne, ma ognuno di noi a una sua storia, bella, brutta o insignificante che sia, vorrei sapere della tua vita, dei tuoi sogni, delle tue ambizioni,, questo per me è importante perchè il mio viaggio ha questo scopo: il conoscere un'altro mondo."

" Tu sei un uomo di passaggio, per cui non ti vedrò mai più, posso anche parlarti di me, forse mi aiuterà ad alleggerire il peso dei miei pensieri.
Sono nata nella campagna Russa, circondata dall'affetto dei miei nonni, una vita serena fatta di giochi e giorni di pace, unico cruccio mia madre sempre lontana per lavoro, quando da piccola veniva a trovarmi ero felice e piangevo al momento in cui doveva tornare al suo lavoro lontana da me.

Col tempo mi sono abituata alla sua assenza, che comunque si è fatta sentire fino a indurmi quasi a ripudiarla, ma con gli anni si comprendono tante cose e ora so quanto le voglio bene e capii che non dipendeva da lei la sua lontananza ma dal suo lavoro, troppo importante.

Oggi vive in una città lontana con mia sorella, ma spesso le telefono per sapere come stà, spero di rivederla al più presto.

Vivo in un piccolo appartamento da sola ma ho mio figlio, mia nuora e due nipotini che abitano vicino e che vedo tutti i giorni, sono felice ma anche preoccupata perchè la vita è cara e anche se mio figlio per fortuna lavora, so bene quanto sia difficile mandare avanti una famiglia potendo contare solo su se stessi.

Io ad esempio ho vissuto tanti anni all'estero, dopo il divorzio da mio marito, che mi lascio per un'altra, lasciandomi senza nessun aiuto finanziario con un figlio piccolo da mantenere e da far studiare.

Non mi persi d'animo, con un visto turistico mi recai a fare la badante presso una famiglia in uno stato europeo, furono anni di clandestinità e di reclusione forzata lavorando 24 ore su 24 assistendo una signora anziana, anni di solitudine nonostante fossi ben voluta dalla famiglia che mi ospitava.

Lontana da mio figlio, dai miei nipotini, la mia reazione fu di chiusura mi resi fredda e dura nei confronti di me stessa ma anche verso tutte le altre persone, la paura del futuro e la necessità di lavorare mi costringeva ad evitare ogni contatto che mi potesse creare un pur minimo problema che sconvolgesse la vita.

Non potevo lasciarmi andare a confidenze ne tantomeno avere un affetto che mi facesse compagnia per non sentirmi sola e potermi sciogliere in un abbraccio di tenerezza con un uomo, inoltre la mia diffidenza nei loro confronti non mi era certo di aiuto.

Ma come forse saprai, stare troppo soli non è possibile, rischi di impazzire, un giorno incontrai un uomo, che con i sui modi gentili e disarmanti mi indusse a concedermi.
Per me era un amicizia, magari condita con fare sesso ogni tanto, ma per lui divento qualcosa di più, cercai di allontanarmi anche perchè gli anni passati da sola mi avevano reso scostante nei confronti del prossimo e l'abitudine di stare sola mi aveva chiusa in me stessa.

Lui però è uomo caparbio e tiene troppo a me per arrendersi....... preferisco non parlarne è una cosa ancora in atto so che è un uomo che merita affetto e questo mi basta.

E' totalmento l'opposto di mio marito che era persona importante nell'ambito della struttura sociale dell'ex Unione Sovietica, lavorava presso il KGB, organizzazione complementare all' FBI degli Stati Uniti il nostro rapporto era tutto accentrato sui suoi bisogni di militare con continue assenze per lavoro senza che io potessi sapere più di quanto potesse o volesse dirmi.

Ci fù un buon periodo di confidenza frà noi quando fù mandato in missione all'estero e io potetti seguirlo, furono due anni di tranquilla convivenza e fui felice in quel periodo ma poi, una volta tornati in Russia mio marito cominciò ad assentarsi sempre di più fino a che un giorno mi comunicò che aveva un'altra e che voleva divorziare da me.

La mia vita fù sconvolta, un figlio piccolo da far crescere il vuoto davanti a me, d
a quel momento dovetti darmi da fare col lavoro dimenticando tutte i privilegi avuti fino a quel maledetto giorno, adesso sono serena stò cominciando a dimenticare gli anni tristi passati dal divorzio in poi, forse la vita a 51 anni comincia a sorridermi, forse non sono così vecchia come penso, forse con un nuovo affetto vicino la vita mi apparirà più gradevole e il sole tornerà a sorridermi come un tempo."

Mi congedo da lei carezzandole la mano, le dico di aver fiducia nel futuro, c'è sempre chi ci attende per darci serenità e amore.
Domani è Lunedì e molti sono già a dormire, non c’è niente di meglio di un buon letto e io nè approfitto per farmi un buon sonno.
>(CONTINUA DIARIO DEL GIORNO 19 MAGGIO)


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