giovedì

29 MAGGIO Giovedì Diario




29 Maggio = Giovedì = ( City Kiev - Maps )

Non ho riposato molto bene, la cena abbondante, i vari alcolici bevuti e l’ora tarda del ritiro in branda, di ieri sera, non ha favorito il mio recupero fisico.
Sono deciso comunque di conoscere altri luoghi di questa favolosa città. Prendo il Metrò per recarmi a visitare il Lavra, che è il centro del culto religioso ucraino, l’interno della chiesa è splendente di ori e icone da mozzare il fiato, vengo a sapere che questo centro religioso è paragonabile al nostro Vaticano.
Dopo tanta bellezza antica è necessario che vada ha conoscere anche la famosa Maidan Nezalezhnosti, il moderno centro commerciale di Kiev, con i suoi negozi sotterranei e con sorpresa noto alcune grandi firme italiane di moda.
La visita turistica mi prende quasi tutta la giornata, mi sono fermato solo per mangiare al Potata House, uno dei tanti self-service della città, gustando un buon pesce arrosto e patate.
Mi fermo per riposare sulla panchina di una piazza dove si erge il ,Palazzo del ministero degl'esteri, un palazzo enorme con alla facciata collocate enormi colonne.
Due signore sui 50 anni, notano la cartina turistica che sto osservando per capire dove mi trovo, mi chiedono di che nazionalità io sia, alla mia risposta sorridono contente e mi dicono che sono due donne che lavorano in Italia come badanti, e che sono tornate in Ucraina per un periodo di ferie presso le loro famiglie.
Una delle due mi coinvolge nel suo sfogo, per la felicità di trovare un italiano nella sua Patria mi racconta le sue esperienze, nè riporto un brano:

Erano 3 anni che aspettavo il permesso di soggiorno per lavoro in Italia e finalmente, l’anno scorso sono riuscita ad ottenerlo. Lavoro presso una famiglia per accudire un’anziana signora, devo dire, che i primi tempi che venni nel tuo Paese, ero sfiduciata a tal punto che ero quasi decisa a tornare in Ucraina. All’inizio ebbi qualche esperienza negativa, lavorai per persone che non apprezzavano il lavoro che svolgevo o venivo infastidita da vecchi uomini che accudivo, purtroppo non a posto con la testa. Per fortuna questo durò poco e dopo qualche mese, una coppia di sposi mi propose di accudire la loro vecchia nonna, accettai e mi trovai in un ambiente delizioso. I due giovani hanno una figlia piccola, la nonna purtroppo non è autosufficente ma se fosse stato altrimenti sicuramente non sarei stata assunta. Mi trovo benissimo con loro, la piccola mi vuole un gran bene ed è educata nel migliore dei modi.

Sono contento per loro, conosco bene le condizioni di vita e di mal d’anima di queste donne, lontane dai loro affetti più cari, che con sacrificio lavorano lontano dalla loro casa.
L’altra donna mi racconta di un fatto che le ha coinvolte in modo positivo, affermando che gli italiani sono gente meravigliosa:

Per le feste, io e la mia amica, eravamo per negozi a comperare i regali di Natale,… a proposito lo sai che noi Cristiani Ortodossi, festeggiamo il Natale il 7 Gennaio? Dunque dicevo, parlavamo nella nostra lingua, quando improvvisamente ci sentimmo apostrofare “ Tate !? “ era una bambina che avrà avuto circa 10 anni. Era un’ucraina di lingua russa come noi. La bimba ci aveva sentito parlare con la sua stessa lingua, meravigliata e con fare gioioso, si era rivolta a noi come se avesse trovato un tesoro. Passava le feste in Italia, presso una famiglia, in affidamento temporaneo, i suoi genitori abitavano nella zona di Chernobyl e la conseguenza è stata che anche la piccola, se pur in modo lieve, a ereditato qualche problema di salute. Pur essendo felice con la famiglia, che l’accoglie in Italia per rinforzare il suo organismo è costretta a cambiare aria, ma sente la nostalgia della sua mamma. Le lacrime scesero sulle nostre guance pensando hai nostri figli lontani e abbracciandola è come se avessimo abbracciato loro.”

Nella maggioranza dei casi nel nostro Paese, queste donne coabitano presso famiglie che apprezzano il loro lavoro, pesante e di responsabilità. Accudire persone anziane è uno dei mestieri più stressanti che ci siano, lo sanno bene coloro che usufruiscono del loro aiuto assistenziale.
E’ già l’ora di cena, all’angolo della via che dà sulla piazza dove abito, noto un ristorante, dalla vetrina vedo fumanti piastre roventi che cuociono larghe fette di carne di manzo, non resisto e felice mi gusto una bistecca con patate arrosto che è la fine del mondo.
Ho mangiato divinamente e bevuto un buon vino proveniente dalla Crimea, anche se ha un sapore marsalato che non si adatta al piatto degustato.
Avrei voluto fare un altra scorreria per i locali notturni, ma la stanchezza e avendo visto, che i locali in definitiva sono, pur nella loro diversità, tutti uguali o forse più semplicemente perchè comincio ad avere una certa età e certi divertimenti sono più adatti ai giovani.
Giro per le strade limitrofe fino a che, stanchissimo, decido di andare a dormire, domattina mi aspettano altri chilometri e altra città.
>(CONTINUA DIARIO DEL GIORNO 30 MAGGIO)


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