martedì

6 MAGGIO Martedì Diario




6 Maggio = Martedì = ( City Kaunas - Maps )

Partenza, sempre più a nord, mi aspettano decine di chilometri di strada in solitudine, tra boschi e strada discreta ma non eccezionale.
Una leggera nebbia mi attende subito fuori città, mi avvio per

km 32 Jonava = km 42 Ukmerge = km 61 arrivo a Panevezys ( tot km 135 )

Panevezys = abitanti 116.000 =

L’attraversa Il fiume Nevezis , esiste anche una ferrovia a scartamento ridotto, che è monumento storico e attrazione turistica. Anni fà era chiamata la Chicago Lituana, a causa della forte presenza di mafia e malavita, hanno avuto molti problemi, oggi in gran parte risolti. In un laghetto della città si trova la statua del Granduca della Lituania, Alexander Re di Polonia.
Ci sono in tutta la città, caratteristici vecchi mulini, incontro la chiesa di San Pietro e Paolo, da visitare la Galleria della Fotografia e L’Ethnogrphy Museum, che mostra insetti di tutto il mondo.
E’ una città moderna, nonostante la diffusa architettura sovietica, ha spunti di modernità e inoltre, curiose case strette e alte con i tetti alti e triangolari.
Per fare questi pochi km ci ho messo 3 ore, colpa della nebbia e delle strade non certo delle migliori. Sono già le 12, cerco l’alloggio. Una signora seduta presso un banchetto vende cianfrusaglie, caratteristica di quasi tutti i paesi dell’est, gentilmente mi indica una strada laterale, dove vi sono famiglie che affittano il loro appartamento.
Mi presento alla porta indicatomi, una casa con solo il piano terra, all’apparenza decadente. Busso alla porta e un uomo molto magro e molto anziano mi apre e con estrema gentilezza mi fà entrare in casa, senza neppure chiedermi il perchè della mia venuta. L’appartamento è dignitoso, pulito e in un ordine, con bei tappeti multicolori e fiori, sia sulla...



piccola tavola, che alla finestra, due poltrone con stoffa bianca ricamata con disegni a colori vivaci e una vetrina che farebbe la felicità di un antiquario.
A volte l’apparenza inganna, l’esterno della casa non faceva presumere niente di tutto questo.
Chiedo all’uomo se hanno una camera per una notte e quanto mi costerà, mi risponde che non vi sono problemi e mi chiede una cifra da versare in anticipo, veramente ridicola per pernottare e se lo desidero con poca spesa in più, può farmi pranzare, cenare e la colazione la mattina dopo, non posso far altro che accettare.
La casa in tutto sarà circa 60 mq, la sala, un angolo cottura (non posso chiamarla stanza) un piccolo bagno senza doccia e due piccole camere, il tutto però in perfetto ordine e pulito. Prendo possesso della cameretta, nel frattempo sento che in casa vi sono altre persone.
Mi chiama una voce femminile per il pranzo, esco e con mia meraviglia vedo l’uomo di prima, una donna e due bambini che stanno in piedi accanto al tavolo.
Ci accomodiamo, la donna nel frattempo porta dalla cucina un enorme tegame fumante che, posandolo sul tavolo, sparge intorno un profumo carne arrosto: Kept Kiaulienos Sonkauliai (costolette di maiale), con patate, altri contorni e condimenti che non saprei descrivere.
Prima che possa tuffarmi in tutto quel ben di Dio, l’uomo congiunge le mani imitato dai suoi famigliari e dice una pregriera di ringraziamento al Signore.
Sono un pò imbarazzato ma mi adeguo per rispetto loro e aspetto educatamente che finisca.
Mangiamo tutti con appetito e mentre la donna si porta in cucina e i ragazzi escono allegramente in strada, l’uomo mi invita a sederci sulle poltrone, tirando fuori dalla vecchia vetrina una mezza bottiglia di vodka, me nè versa un bicchiere e io gli offro una sigaretta che gradisce, ringraziandomi con un largo sorriso.
Gli chiedo notizie sulla città e le loro abitudini, risponde vagamente alle mie domande, ma dopo un paio di bichierini di vodka e avergli raccontato del perchè del mio viaggio, comincia a prendere confidenza.

Devi sapere che la città è quasi totalmente di origine lituana, io sono Russo uno dei pochi rimasti, non siamo ben visti dalla cittadinanza, date le nostre origini. Durante e dopo la seconda Guerra Mondiale, le nostre truppe hanno fatto scempio delle popolazioni nei tre Paesi Baltici, perpretando eccidi e deportazioni, inoltre per me è ancora peggio perchè mio padre è stato uno dei loro aguzzini. La donna che hai visto è mia figlia, divorziata, suo marito se nè andato un paio d’anni fà, non sappiamo dove sia. I bambini sono i miei nipoti, nè io nè loro abbiamo colpe, per fortuna col tempo le cose cambiano e spero che almeno essi, abbiano un futuro migliore del mio. Non ho lavoro, ho solo una piccola pensione di invalidità, per fortuna mia figlia vende vestiti usati al mercato e alla meno peggio ce la caviamo.

Tutto questo me lo racconta con pacatezza e compostezza, senza rabbia nè tristezza. L’ho ascoltato attentamente e so che è stata una realtà più o meno diffusa in quasi tutti i Paesi, che sono stati nel campo d’azione del potere sovietico.
E’ già tardo pomeriggio, l’uomo si propone di farmi da guida per visitare la città, ma preferisco fargli io una proposta e cioè andare tutti in una pizzeria, per passare una serata insieme allegramente.
Si schernisce, ma dopo essersi consultato con sua figlia accetta, esco per fare una passeggiatina e smaltire la vodka ingurgitata, mentre la famiglia si prepara per la serata.
Sono le 21, usciamo e infilandoci nella mia macchina ci portiamo verso il centro della città, dove il vecchio mi dice che fanno un ottima pizza. In effetti, per quanto il condimento è un pò diverso dalla nostra è buona e di dimensioni generose, pizza, torta, gelato gigante e caffè, il tutto a prezzo contenuto.
Accanto alla pizzeria c’è una sala giochi, finito di mangiare metto in tasca ai ragazzi qualche spicciolo e li spedisco a divertirsi. Io, padre e figlia ci sediamo su una panchina nella piazza antistante, ci godiamo il passaggio di donne e uomini vestiti elegantemente e il via vai di auto di grossa cilindrtata.
Torniamo verso casa, i ragazzi dormono sul sedile posteriore dell’auto accoccolati tra le braccia della madre, il suo viso ha un’epressione di benessere, penso che da quando suo marito l’ha lasciata, questa sia una delle poche volte che è in pace con se stessa.
Alla mia età ci si stanca più facilmente e il letto mi attira a se come una calamita.
>(CONTINUA DIARIO DEL GIORNO 7 MAGGIO)


0 commenti: