mercoledì

7 MAGGIO Mercoledì Diario




7 Maggio = Mercoledì = ( City Panevezys - Maps )

E’ l’ora di ripartire per una strada che attraversa boschi e pianure.
Ore 9, saluto tutta la famiglia con affetto ricambiato, negli occhi dell’uomo uno sguardo di gratitudine e tristezza, in quelli della figlia una lacrima trattenuta a stento, i figli mi abbracciano allegramente, facendomi promettere che li rincontrerò.
Metto in moto l’auto e mi avvio lungo la strada, i miei occhi si fanno umidi e penso a quanto, pur con alti e bassi, sia stato fortunato nella mia vita trascorsa.

Km 40 Pasvalys = km 30 confine con la

LETTONIA = Stato comunitario

Km 16 Bauska = km 50 Kelava = km 40 arrivo a Riga - ( tot km 176 )

Riga = Capitale della Lettonia - abitanti 727.000 =

Città che si affaccia sul mar Baltico è attraversata dal fiume Daugava, vi sono importanti Università, tra le quali, quella della Tecnica, della Medicina e dell’Economia.
Il famoso Teatro Nazionale dell’Opera, ospita ogni estate il “Riga Opera Festival” , il centro storico è stato inserito dall’Unesco nell’elenco dei “Patrimoni dell’Umanità”, nella zona medioevale vi si trova, con al centro la chiesa di San Pietro, il Castello di Riga è la residenza del Presidente della Lettonia.


Questi 176 km sono stati di una desolazione quasi assurda, se si esclude il normale traffico stradale, ho incontrato solo pochissimi villaggi.
Fin da Varsavia la strada è stata noiosa, attraversa, pinete, laghi e distese di prati ma abbastanza veloce, penso che fino a Tallinn sarà tutta così.
E’ il primo pomeriggio, prima di cercare l’alloggio devo mangiare qualcosa. Alle porte della città vedo un ristorante, per cui ne approfitto per calmare lo stomaco, che è impaziente di riempirsi di cibo.
Locale semplice, con pochi tavoli ma il profumo di carne cotta attira la mia attenzione, la cucina è a vista, un uomo e una donna sono indaffarati intorno ai fuochi, chiedo se è possible accomodarsi, il cuoco nemmeno risponde, noto che sono intenti a discutere in modo abbastanza alterato. Attendo un attimo per capire se è il caso di soprassedere e cercare un’altro posto ma per fortuna la donna si accorge di me e avvicinandosi mi prega di accomodarmi ad un tavolo, mi informa a voce dei piatti del giorno, ordino un piatto locale fatto di spezzatino e contorno.
Dopo pochi minuti si presenta con un vassoio gigante che, data la quantità, sembra preparato per quattro persone, mi gusto con gioia mia e del mio stomaco tutto quel ben di Dio ma ovviamente ne lascio abbastanza, tanto che la cuoca mi chiede, con fare interrogativo e serio, se mi è piaciutò. Prontamente le rispondo ridendo, che era buonissimo ma che non sono ” sfondato”.
Visto la mia amabilità e avendole detto che sono un italiano in viaggio di piacere, si accomoda al mio tavolo e mi chiede notizie sull’Italia, essendoci stata qualche anno fà per lavoro.
Mi dice di aver fatto sfilate di moda a Milano e Firenze ma che l’ambiente, per il suo temperamento non le era congeniale, provò ha trovare altri lavori ma ciò che le proponevano, erano solo trappole e lavori non certo edificanti.
Comunque del mio Paese le è rimasto il ricordo della gente comune, del sole, delle tante opere d’arte che ha ammirato e sottovoce mi confida di un amore, lasciato con immenso rimpianto.
Il cuoco sgarbatamente, la chiama presso di se, lasciando intendere della sua contrarietà, nell’essersi fermata a parlare con un cliente, essa mi saluta dandomi la mano e soffermandosi, come se volesse che portassi il racconto del suo ricordo con me.
Certo che mi ricorderò di lei e del suo racconto, una donna che solo pochi anni fà, doveva aver fatto girare la testa a molti uomini e oggi, nonostante il suo volto sia ancora bello, porta sul viso e nel corpo, tutta la delusione di una giovane donna che sognava, una vita percorsa solo da gioie e bella vita, nonostante il buon pranzo, vado via con un certo fastidio nell’anima. Comincia a far tardi ed io non ho ancora cercato un posto dove alloggiare, mi fermo a fare il pieno di benzina e chiedo se conoscono un luogo dove poter passare la notte con una spesa contenuta.
Mi indicano una locanda situata vicino al Teatro Nazionale dell’Opera, ringrazio.
Arrivato a destinazione, vengo accolto dal proprietario in modo piuttosto freddo e distaccato, datomi la chiave della camera si eclissa senza accompagnarmi alla stanza, un attimo dopo si presenta una cameriera, avrà poco più di vent’anni, molto carina, che senza preanboli prende il mio bagaglio, sale le scale e lo scarica davanti alla porta senza proferire parola.
Rimango un attimo interdetto ma poi entro nella camera, per poi uscirne dopo un’ora circa, scendendo le scale incontro la cameriera, che allargando un sorriso innocente si scusa per poco prima, il perchè è presto detto, non toccava a lei il compito di accompagnarmi alla stanza.
Le sorrido e non avendo intenzione di cenare, approfitto per chiederle dove posso passare la serata in modo piacevole.
Visto che non mi dimostro scorbutico ed avendo finito il suo orario di lavoro, si offre di accompagnarmi nel mio giro di conoscenza della città nutturna.
Non credo alle mie orecchie, uscire insieme ad una ragazza così giovane e carina, farò la figura del” vecchio bacucco” ma comportarmi da gentiluomo è una mia cara abitudine e poi dipende dove mi porterà. L’attendo mezz’ora vicino alla mia auto, la vedo giungere a passo svelto è uno schianto!! Nonostante faccia piuttosto freschetto per i miei gusti, si presenta vestita con una microgonna che niente lascia all’immaginazione, un golfino scollato da vertigini e una giacchetta sul braccio.
Facendole un saluto con la mano, avendo la salivazione azzerata nel dirle buonasera, la invito a salire sull’auto ma lei ha altri progetti, niente auto. A fine serata, avrò fatto almeno 20 km a piedi.
Riga di notte è una favola: mi porta al Castello di Riga, alla chiesa di San Paolo, a passo veloce mi porta a vedere la Casa del Gatto, la piazza ove sorge il Monumento alla Libertà, insomma parte dei maggiori monumenti di Riga.
E’ già buio e la mia stanchezza deve essere evidente, perchè la mia accompagnatrice mi propone di fermarci a riposare in un pub vicino, accetto precipitosamente.
Il locale è molto carino, tutto costruito esternamente con tronchi d’albero e internamente rivestito di fogli di sughero chiaro e ci accoglie un soffuso suono di musica, penso di etnia locale.
Ci accomodiamo ad un tavolo, la ragazza ordina due vodka, non posso rifiutare mi vergognerei.
Mi parla di tante cose, dei suoi sogni, degli studi che ancora non ha finito, ma io quasi non ascolto, mi sono perso nei suoi occhi…. è bellissima ma lei a desiderio di parlarmi ed esprimere tutta la sua amarezza per la tensione che si è creata fra le diverse origini etniche che fanno parte del suo Paese:

" In genere in tutte e tre le regioni Baltiche, Lituania, Lettonia e Estonia, come tu certo saprai, vi sono molti Russi che abitano, lavorano e che si sono formati una famiglia in questi Paesi. Sono immigrati e integrati quì fin dai tempi della fine della 2° Guerra Mondiale, oggi purtroppo nel corso degli anni, con la disgregazione dell'Unione Sovietica e la caduta del Potere Comunista, molti Russi a causa della miseria e della mancanza di lavoro in Russia, sono immigrati in questi Paesi, a causa di questo le tensioni etniche sono gradualmente cresciute fino ad arrivare agli scontri di piazza, fra chi si sente discriminato (i Russi) e coloro che li ritengono indesiderati.
Le passate repressioni che i Russi hanno fatto sui dissidenti del sistema Sovietico economico e sociale hanno reso invisi a una parte alquanto minoritaria dei cittadini locali, questi immigrati il più delle volte forzatamente trasferiti in questi Paesi nei decenni passati.

Il nostro governo e la maggior parte dell'opinione pubblica considera giusto che l'etnia Russa ormai faccia parte dei popoli Baltici e che essi hanno tutto il diritto di considerarsi cittadini a tutti gli effetti di questi Paesi. Infatti gradualmente la cittadinanza viene concessa a molti Russi e apolidi, anche se a dire il vero la differenza di lingua è un impedimento non facile da superare da parte dell'etnia russofona.

Gli
antichi rancori vanno accantonati, i diritti e il rispetto per le persone a qualsiasi etnia appartengono devono essere rispettate. Sembra che in tutto il mondo una piccola parte di uomini consideri "il diverso" un nemico da abbattere, non importa se per il colore, lingua, cultura, religione o tendenza sessuale. Molte persone nel mondo sono deboli, paurosi e stupidi, per questo cercano la loro forza nella discriminazione verso l'altro.
Io penso che l'ignorare la cultura del " Diverso " sia la vera causa delle violenze fra i singoli uomini fino ad arrivare a scontri fra intere popolazioni, proclamando Guerre nel segno di presunti torti, pericoli o ambizioni di supremazia culturale.
"

A mezzanotte la ragazza agisce come Cenerentola, guarda l’orologio e alzandosi veloce mi avverte che deve tornare velocemente a casa, perchè l’indomani deve essere presto al lavoro. Prendiamo un taxi e all’arrivo a destinazione mi saluta con un bacio che mi lascia di stucco.
Apre il portone di casa che con un sorriso richiude dietro di se, infrangendo i miei stupidi sogni di Casanova.
La notte ho avuto un sonno agitato, tanto, chè la mattina il letto, sembrera un campo di battaglia.
>(CONTINUA DIARIO DEL GIORNO 8 MAGGIO)



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