giovedì

12 GIUGNO Giovedì Diario




12 Giugno = Giovedì ( City Bucarest - Maps )

Il letto è sconvolto, sarà stato il caldo o ciò che ho sognato? Non lo saprò mai. Sono pronto, l’area Balcani mi aspetta al varco, saprò cavarmela come ho fatto fino ad adesso?

km 31 Calugareni = km 22 Daia = km 9 Giurgiu confine con la

BULGARIA = ( Dogana ) -Paese Comunitario

Km 0 Ruse = km 52 Bjala = km 53 arrivo a Veliko Tarnovo ( tot. km 170 ) tappa sul confine

Veliko Tarnovo = abitanti 67.000

La strada per arrivare quì, è stata buona con continui sali scendi, si arriva costeggiando il fiume Yantra, la citta vecchia troneggia dall’alto dei sui dirupi, classico luogo per un turismo culturale, con le sue bellezze disseminate per le sue vie.
Un piccolo albergo attira la mia attenzione è ai piedi della collina sulla quale troneggia la Fortezza, contornata lungo il costone da mura alte e possenti.
Non è una semplice cittadina turistica di provincia ma anche un centro attivo, con industrie fatturiere, alimentari e tessili.
Trovato il pernottamento e sistemato le mie cose, esco per la mia consueta visita turistica e per pranzare, data l’ora tarda del primo pomeriggio.
Passeggiando per la città vecchia, vedo un’invitante trattoria, il profumo di arrosto e il fumo che esce dal camino mi fà intuire che quì si mangiano piatti di cucina locale, infatti non sbaglio.
Inizio con un piatto di Tarator (cetrioli, yogurt, noci, aglio, decorato con anetotritato) come piatto forte mi servono: Srednogorie Hotch-Potch, (carne in grossi tagli di vitello con cipolle, pomodori e paprika e aggiunta di funghi e e pepperoni) una squisitezza, per finire: Banitza al latte (una torta sfoglia con burro, latte zucchero e semolina, uova sbattute e ricoperta di zucchero glassato).
Soddisfatto del pranzo e mentre mi sorseggio un buon caffè alla turca, seduto ad un tavolino fuori di un bar, un’avventore mi si avvicina chiedendomi se posso offrigli una sigaretta, per un fumatore la sigaretta è come il pane e di conseguenza non si rifiuta mai di cederla.
Si siede al mio tavolo felice come un bambino, avendo ottenuto una semplice “ vaporina “ (sigaretta) come la chiamo io.
E’ un uomo di circa 50 anni, le boccate di fumo lo rendono loquace e allegro. Mi racconta delle bellezze del luogo dalla natura incontaminata, delle chiese con affreschi antichissimi, dei ritrovamenti archeologici antichissimi e che tutt’ora si possono visitare, in conclusione mi racconta tutta la storia della sua città, meglio guida turistica non potevo trovare.
Gli chiedo se è soddisfatto della sua vita, ho azzardato una domanda intima, visto la sua disponibilità, rara al primo impatto con queste popolazioni:

La mia vita non è stata molto interessante fino ad oggi, ho lavorato nelle fattorie collettive fino a 30anni senza vedere niente altro che coltivazioni di tutti i generi, ma in particolare curavo le viti, che come ti ho già detto, danno un ottimo prodotto vinicolo in questa zona.
Ho fatto il militare per alcuni anni come guardia doganale al confine con la Grecia, anni duri per la disciplina imposta.
Potrei dire anche che non sono mai stato bambino, a 4 anni raccoglievo i chicchi d’uva caduti dai grappoli al tempo della vendemmia e in seguito, tutta una serie di compiti, che di volta in volta, crescendo, mi ordinavano di eseguire.
Quando nel 90, la democrazia cancellò, con libere elezioni, l’ordinamento autoritario fino ad allora esistente, io mi trovai senza lavoro ma libero da imposizioni.
Questo euforico senso di libertà, durò poco, l’essere arbitro di se stessi non significa migliorare automaticamente la nostra esistenza, anzi passarono anni di miseria, senza lavoro e con scarsa assistenza sociale.
Ma ora per fortuna le cose stanno cambiando, seppur lentamente, l’economia migliora , grazie alle rimesse degli immigrati, dei capitali esteri che investono in Bulgaria, con nuove fabbriche di prodotti esportabili, creando occupazione, grazie anche ai politici che, pur con tutte le eccezioni, fanno il possibile per migliorare le condizioni del Paese. Oggi posso ritenermi soddisfatto anche se lavoro saltuariamente, ma mi accontento di vivere pacificamente e godere dei giorni che passano, senza bramosie di avere obbiettivi per un falso benessere di possesso

Vedere persone, che candidamente affermano di essere felici, pur non avendo niente che se stessi, rende insulsa la nostra vita quotidiana,spesso gestita in modo asfissiante alla ricerca di beni inutili.
Si è fatto sera ormai, locali di divertimento non nè vedo e non mi va neppure di chiedere se ci sono. Ma a quanto pare i ragazzi trovano sempre il modo di divertirsi e ciò che vedo, contornati da una folla di spettatori è la pura esibizione di capacità atletiche di alcuni giovani del posto che si esibiscono in acrobazie alquanto complesse.
Decido di cenare leggero dato la mangiata che ho fatto a pranzo, oltretutto anche ad ora tarda, un bicchiere di latte e un pezzo di torta, portatomi in camera è sufficente.
Il letto reclama il mio peso e io l’accontento.
>(CONTINUA DIARIO DEL GIORNO 13 GIUGNO)


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