venerdì

13 GIUGNO Venerdì Diario




13 Giugno = Venerdì ( City Veliko Tornovo - Maps )

E’ il consueto momento di ripartireLa giornata si preannucia con nuvole nere sul profilo delle colline, mi auguro che non piova.

Km 49 Gabrovo = km 47 Kazanlak = km 33 Stara Zagora = km 30 Inbocco autostrada = km 59 arrivo a c= ( tot km 208 )

Plovdiv = abitanti 378.000

Ho percorso questa strada velocemente, la pioggia mi ha risparmiato, solo poche gocce per qualche chilometro dopo la partenza, fino a Gabrovo.
Ho scavalcato un paio di catene che definire montagne è esagerato, anche perchè salendo ho incontrato un ciclista, “ ITALIANO “ che proveniva dal confine ucraino e intende arrivare in Italia, passando per tutta l’area sud orientale dell’Europa.
Gli ho detto che il mio viaggio in confronto è una passeggiata, mi ha risposto, che non c’è cosa più bella che pedalare, per poter godere della bellezza della natura e poi se l’avesse fatta in auto, non sarebbe stata un’avventura.
Mi sento sminuito, ma gli faccio sinceri complimenti e ci siamo, salutati. Una sessantina prima di Plovdiv imbocco un autostada a quattro corsie che è una bellezza. Devo dire che è stata una tappa abbastanza facile, nonostante i chilometri percorsi.
Con meraviglia noto che è una città bellissima.
Ha mille stili architettonici, chiese di tutti i culti, una varieta di volti diversi fra loro, un brulichio di persone di razze e modi di vestire variegato.
Incontro preti, ortodossi, vestiti con la lunga tonaca e il cappello neri come la pece, cristiani con il loro aspetto occidentalizzato, riconoscibili dal colletto inamidato bianco, ebrei con i loro cappelli neri e le treccine poggiate sulle loro spalle e musulmani con le loro stoffe arrotolate sul capo
Ma la cosa più varia sono le ragazze, non come quelle del nord, troppo belle da sembrare tutte uguali , ma quì sono belle e brutte, con fisionomia occidentale o orientale, un misto di facce particolari ognuna con la sua bellezza, fatta di visi forti o dolci, scolpiti nella pietra o morbidi come i quadri del Botticelli, castane, ma più che altro neri, come il buio di una notte senza luna, o biondi come il colore dei girasoli.
Gli uomini con i loro visi fieri e contornati da baffi di tutte le misure, indaffarati dal lavoro, carichi di mercanzie.
Mezzi di locomozione dei più svariati, compresi carretti trainati da cavalli o da ragazzini poco più che adolescenti, gli anziani seduti fuori dai piccoli bar, le donne di età avanzata con le loro sporte provenienti dal vicino mercato.
Incontro gradevolmente di nuovo anche in Bulgaria l'iniziativa di giovani che offrono il loro abbraccio, mi domando se anche in Italia succede questa bella cosa.
Si è veramente un città viva, lo sarà anche di notte? Plovdiv, viene definita la Firenze della Bulgaria, sarà per questo che mi piace da morire.
In questa città c’è troppo da vedere E’ già sera quando mi decido a trovare dove dormire, mi fermo al primo albergo che trovo, l’accoglienza è buona e la camera è ottima. Sono arrivato a questo albergo, dopo aver parcheggiato l’auto in un parcheggio e sono passato dal Teatro e Foro Romano, ancora non del tutto fatto risorgere alla luce, ci sono infatti archeologhi, che smuovono la terra con attenzione certosina.
Salgo le scale del teatro e mi trovo nella città vecchia, fatta di stradine tortuose e chiese di varie religioni.
Ceno in un caratteristico locale con cucina casalinga, a base di Guiuvech: carne di vacca, pomodori, peperoni , piselli il tutto cucinato in forno, come dolce il Banitza, pasta sfogli ripiena di formaggio.
Anche se comincia ad essere tardi e il sonno avanza, vado a vedere in un circolo vicino una dimostrazione di canti popolari bulgari, esperienza interessante.
La sala è piena di gente di tutte l’età, sul palco un gruppo di coristi formato da ragazze in costume tradizionale, faccio appena in tempo a sedermi che pochi minuti dopo, il Coro inizia con sonorità allegre e ballabili, per poi ascoltare musiche più impegnate, di musicisti famosi che non conosco, passare poi, anche a musiche con toni profondi, tipo i nostri canti sardi e per concludere canti sacri ma non lamentosi, bensi di piacevole sonorità, emanate da voci angeliche femminili.
E’ stata una bella serata, anche se io, non sono un estimatore di certe eseguzioni, ho apprezzato l’autmosfera dell’ambiente.
E’ già tardi per sapere se a Plovdiv, esistono locali trasgressivi o almeno una semplice discoteca, preferisco distendermi nel mio morbido letto.
>(CONTINUA DIARIO DEL GIORNO 14 GIUGNO)


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