mercoledì

18 GIUGNO Mercoledì Diario




18 Giugno = Mercoledì ( City Skopje - Maps )

Mi sveglio e mi sento un leone, altre due pastiglie ingurgitate mi hanno fatto sudare come uno scaricatore di porto, faccio una doccia in camera e colazione al bar.
Devo decidere che fare, sono già quasi mezzogiorno, non mi sento in vena di vedere altri luoghi turistici in città e poi è tardi.
Per il mio compleanno voglio essere in Grecia, decido che ripartirò in giornata, per arrivare al confine a sera e fermarmi prima di attraversarlo.

Km 23 Petrovec = km 27 = km 26 Gradsko = km 34 Demir Kapija =
Km 51 arrivo a Gevgelija ( tot km 161 ) confine con la Grecia


Gevgelija Maps = ( Gevgili * Gevgeli ) abitanti 23.000

Cittadina di confine, in pratica ho seguito tutto il percorso del fiume Vardar percorrendo una buona autostrada.
Mi fermo volentieri perchè ho dei ricordi del mio passato viaggio e vi sono cose interessanti da vedere.
Il mio ricordo riguarda solo un fatto stupido,. Arrivai al confine, i doganieri fecero il loro lavoro, dalla parte greca un doganiere, nel farci compilare un foglio notò la nostra penna con cui scrivevamo.
Era una penna, che capovolgendola, una donnina stilizzata all’interno, mostrava le sue grazie.
Ce la chiese in regalo ma avendo solo quella e per giunta un omaggio di un mio amico, gli dissi che mi dispiaceva, ma non potevo dargliela.
Un attimo di distrazione e la penna sparì dal tavolo su cui l’avevo appoggiata.
Che pensare, eravano solo in due in quella stanza, non dissi niente, capii che non era il caso insistessi nel cercarla.
Niente di grave, ma non mi fece piacere il suo comportamento.
Gli alberghi non mancano e inoltre a pochi km c’è un campeggio., ma stasera voglio stare comodo.
Mi fermo al primo che trovo e sistematomi scendo al piano terra per cenare e passare un paio di ore a giro.
La cena è a base di piatti internazionali, hanno solo arrosti e hamburgher. Mi accontento di un paio di hamburgher e un boccale di birra italiana.
La sera è afosa, sò che questa zona è una delle più calde d’Europa.
Siamo ormai lontanissimi dal freddo nord e quasi lo rimpiango.
Gli abitanti sono fuori dalle loro case, i loro visi sono lucidi per il sudore causato dal calore assorbito durante il giorno.
Anch’io ho la camicia umida e il senso di calura è mitigato solo da una leggera brezza proveniente da sud.
Mi siedo su una panchina, accanto a me un’anziana signora con un frugoletto di pochi anni che gioca incurante della calura e dei richiami continui della donna.
Facciamo conoscenza, le chiedo cosa c’è di interessante in questa piccola cittadina.

Questa piccola città, come la chiama lei è uno dei posti al mondo che ha visto passare tanta storia.
E’ la via in cui sono passati: crociati, turchi, romani, e tanti altri popoli che hanno invaso alternativamente, i due emisferi d’Europa, l’est e l’ovest. E’ dalla preistoria che questo luogo ha avuto insediamenti umani, ne sono testimonianza i reperti archeologici, trovati quì a Vardaski Rid, 60 mt più in alto.
Da quell’altezza, gli abitanti, potevano dominare la valle del fiume Vardar e se necessario, cercare di difendersi sia dalle alluvioni che dai razziatori.

La ringrazio delle informazioni e le chiedo se ci sono divertimenti notturni nel centro.
Mi indica un albergo a poca distanza, dicendomi che in Macedonia ci sono molti Casinò e quì a Gevgelija non potevano mancare.
Ok, finiamo la serata con qualche puntatina al gioco.
Il casinò è discreto, mi accomodo alla roulette, ci lascio qualche Euro, smetto di giocare alzandomi dal tavolo e rimango a guardare gli altri sperperare i loro capitali.
Rammento la signora di Kiev, chissa dove sarà adesso.
I giocatori non hanno niente di elegante, vestiti normalmente e non come a Kiev, dove era obbligatorio indossare giacca e cravatta.
Ci sono due giovani ragazzi, tenendosi la testa tra le mai, stanno, perdendo cifre cospicue, spero per il loro bene, che riescano a fermarsi in tempo.
Si è fatto ormai tardi, bevo un cognac e me ne vado a dormire.
>(CONTINUA DIARIO DEL GIORNO 19 GIUGNO)


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