giovedì

19 GIUGNO Giovedì Diario




19 Giugno = Giovedì ( City Gevgelija - Maps )

E’ il momento di affrontare la parte sud- ovest del mio viaggio.
Ritrovo una realta più vicino alle mie abitudini, entrando nella parte Ellenica del mio percorso.

GRECIA = ( Dogana ) Stato comunitario

Sbrigate le formalità al confine, mi avvio per l’autostrada che mi porterà verso l’Albania. D’un tratto mi rendo conto che l’auto fà i capricci, rallenta vistosamente appena trova un poco di salita,.. FRIZIONE.!!!
Spero che non mi lasci per strada decido di deviare dal mio progettato percorso, arrivo stando in tensione fino alle porte di Salonicco.

Km 71 arrivo a Salonicco =

Salonicco = ( Thessaloniki) = abitanti 370.000

Mi fermo alla prima officina che trovo, chiedo aiuto al meccanico per capire il guaio che ha l’auto.
Accende il motore, guarda dentro il cofano, richiude,entra in macchina e fa un giro intorno all’isolato. Sentenza: frizione bruciata.
Non posso fare altro che lasciarla nelle sue mani raccomandandomi di cercare di ripararla il più presto possibile.
Ci vorranno alcuni giorni, intanto io, sono bloccato in questa città.
Faccio buon viso a cattico gioco, chiamo un taxi per portarmi al centro città.
Un taxista con baffoni e faccia simpatica, grasso tanto che, fatica ad uscire di macchina, mi chiede dove devo andare:
Spiego la situazione, allegramente, mi dice di non preoccuparmi e mi invita a salire in auto.
Gli chiedo di portarmi presso un’ufficio turistico per trovare un alloggio, mi guarda attraverso lo specchietto, un attimo dopo mi fà una proposta:

Perchè andare in un posto squallido come un Hotel?
Se le fà piacere posso invitarla a casa mia, gli italiani mi piacciono,
Una faccia una razza " “. Ho tre bambini vispi e confusionari e una moglie brontolona, ma se lei si adatta e le piace la confusione, potrà sopportarli facilmente.

Impossibile rifiutare, sia perchè insiste e sa essere convincente, sia perchè a me piacciono le famiglie confusionarie, sicuramente anche divertenti, spero solo che non sia una situazione, che mi costi in termini finanziari, troppi Euro.
Parliamo dell’Italia per tutto il tragitto fino a casa sua, ci accoglie una donna della stessa stazza del taxista, urla di bambini mi giungono alle spalle. Tre indemoniati sui 7/10 anni arrivano a valanga e saltano, chi al collo, chi alle gambe e l’ultimo tira pugni allo stomaco dell’uomo. Giocano insieme, il padre fà finta di soccombere, chiedendo pieta, li invita a fermarsi.
Mi presenta orgogliosamente i suoi figli, la moglie ci guarda sospettosa e con sguardo indispettito, un attimo dopo rivolgendosi alla donna:

Ciao moglie, ti ho portato un ospite, starà con noi alcuni giorni, ha avuto un problema con l’auto e voleva pernottare in centro, o impedito che cadesse in mano ad improfumati portieri d’albergo, sei d’accordo?

Prima di rispondere mi squadra da capo a piedi, suo marito, anticipa la sua domanda, gli dice che sono un turista italiano, il volto della donna si rischiara, espone i suoi radi denti ad un sorriso, e il viso le si rasserena, togliendole dalla faccia il sospetto che fossi un profittatore.
Mi accoglie nella sua casa, esternamente le finestre sono cariche di fiori multicolori, penzolanti lungo la facciata, internamente mobili di pregiata fattura artigianale con tovaglia di pizzo sul tavolo, fiori, sul pavimento tappeti, con disegni di storie elleniche, con i colori della sua bandiera, esattamente come moltissime altre case greche, con la facciata dipinta in prevalenza di celeste e bianco.
Ci diciamo i nomi e fatto le presentazioni di tutta la famiglia, i ragazzi tornano fuori a giocare, il marito al suo lavoro di taxista e la donna mi accompagna alla camera degli ospiti.
La camera è freschissima, grandi alberi fuori della finestra, ombreggiano la casa e i muri sono spessi mezzo metro.
Due parole e la donna chiude la porta dietro di se, lasciandomi solo, a godere di una sistemazione a dir poco principesca.
Non è ancora mezzogiorno, mi distendo sul soffice letto e mi addormento. Mi sveglio di soprassalto, grida gioiose di bambini, mi fanno tornare alla realtà, mi lavo la faccio ed esco dalla camera.
La donna stà rincorrendo a fatica il figlio più grande minacciandolo con un mestolo, mi vede e ansimando mi dice:

Questo piccolo delinguente, mette il dito nel sugo che stò preparando, se lo piglio lo distruggo.
Ci scusi se l’abbiamo svegliata, la cena sarà pronta più tardi, se intanto vuol stare a farmi compagnia mi farà piacere

Mi accomodo su di una sedia in cucina e le dico subito che vorrei che mi desse del tu, anche perchè è la prima volta che mi sento rivolgere del ”lei” in questo viaggio.
Guardo l’ora sono le 18, ho dormito sei ore, verso le 21 ci accomodiamo tutti a tavola, il marito è tornato da poco, allegro e all’apparenza riposato, come se si fosse alzato in quel momento.
La moglie è stata affabile e abbiamo parlato delle nostre famiglie amabilmente, come due vecchi conoscenti.
La cena si svolge tranquillamente, i ragazzi sono educatissimi a tavola, la presenza del padre incute timore e rispetto.
La cucina greca è squisita e abbondante, si inizia con salse varie, tra le quali la Taramosalata: uova di pesce, pane, olio d’oliva limone, cipolla mescolare e si forma un composto cremoso che è una delizia per il palato , altre salse sono, la Salata Me Yogurt, Lahanosalata. Piatti di pesce: Garides Saganaki, gamberi, pomodori, peperone, feta, olio, zucchero e ouzo, inoltre Xifias Souvlaki, Ktapodi Stifado.
Come piatto forte non poteva mancare. Souvlaki, cosciotto d’agnello yogurt, cipolle pepperoni aglio pepe ecc , ma anche Pastitsada, stufato di manzo con la pasta e Lahanodolmades Avgolemono, involtini di carne avvolti nelle foglie di cavolo.
Ci sarebbe troppo da elencare, si vede che in questa famiglia, i pasti sono importanti, finiamo di mangiare ed usciamo per godere del fresco della notte.
Siamo in riva al mare, nella parte sud di Salonicco, il taxista e io, con l’immancabile bicchiere di Ouzo sul tavolino, passiamo molto tempo i silenzio, godendoci la vista di un meraviglioso cielo stellato.
Lascio l’uomo addormentato, col capo reclinato sul tavolo e vado nella mia stanza, il silenzio è irreale i grilli suonano la loro musica a festa, mi addormento subito.
>(CONTINUA DIARIO DEL GIORNO 20 GIUGNO)


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