martedì

24 GIUGNO Martedì Diario




24 giugno = Martedì ( City Saranda - Maps )

Lascio alle mie spalle la romantica Saranda e mi dirigo a nord.

Km 35 Borsh = km 40 Dhermi = km 54 Vlore (Valona) = km 39 arrivo a Fier
( tot km 168 )

Fier = abitanti 200.000

Arrivo piuttosto tardi, durante il tragitto mi sono fermato ad Apollonia, famoso centro archeologico, circondato da vecchie mura, sono state riportate alla luce nell’ultimo dopoguerra, insieme al monumento di Aganothetes, la biblioteca e il teatro, sono da ammirare, vecchie chiese in stile Bizantino, c’è ancora molto da riportare alla luce, ci riveleranno nuove meraviglie antiche. Fier, questa città è il più importante centro industriale dell’Albania, non è un gran belvedere, ma come tappa di transito ho poco da scegliere.
Di hotel ce nè sono diversi e i prezzi sono bassi, scelgo quello che mi appare più famigliare. Non ho sbagliato, l’ambiente è accogliente, alla reception una giovane ragazza mi accoglie con un sorriso di cortesia.
Mi accompagna un anziano fattorino, che brontolando frà se e se, prende la mia borsa e mi conduce alla mia camera.
Per cenare mi sono fatto consigliare dalla hostess dell’hotel, il consiglio è ottimo, mangio una bistecca simile alla famosa Fiorentina, mia prediletta pietanza.
Esco per passare il dopocena in qualche posto in cui ci sia movimento.
Città quasi deserta, qualche macchina che sfeccia veloce e sparisce nel nulla, pochi passanti, un bar aperto mi fà desistere dal cercare o anche solo chiedere informazioni su locali di divertimento.
Qualche avventore seduto hai piccoli tavoli, un corpulento oste, che sembra uscito da un libro di pirati mi chiede cosa desideri.
Non mi sembra sia il caso di chiedere” un bicchiere di latte: " una grappa, grazie” , ma l’apparenza inganna, come spesso mi capita, al momento che capisce che sono italiano, si complimenta del successo hai mondiali della nostra squadra, dicendomi che lui tifava per noi.
Io non m’intendo di calcio nè mi interessa, faccio buon viso e mi sorbisco mezz’ora di tecnica di difesa, elenco di giocatori, strategie, a zona, 4-3-4 ecc. Un anziano cliente, avrà oltre gli 80 anni, si intromette e offrendomi da bere mi fa accomodare al suo tavolo:

Vedi figliolo? Abbiamo avuto 50anni di dittatura e solo da pochi anni possiamo decidere, da soli cosa dire, pensare e fare.
Eppure, parliamo solo di donne, calcio, auto e corna, io non vedrò il momento in cui questo Paese, avrà accolto, tutte le cose positive e negative del vostro, ma spero, che le generazioni future, dei miei concittadini, siano più interessati a far funzionare la cosa pubblica.
I 50anni di chiusura al mondo, a cresciuto generazioni di uomini e donne, succubi, o alla miglior delle ipotesi ignoranti, di tutto ciò che è cultura.
Nel momento cui migliaia di giovani hanno trovato le porte del loro mondo spalancate, sono fuggiti a decine di migliaia, verso quello che credevano fosse l’Eldorado.
Molti di loro, non avendo nessuna cognizione del vivere civile, essendo stati sotto il giogo della paura, e repressione e non ultima la miseria, si sono dati alla ricerca, del tutto e subito, cadendo nella rete della criminalità.
La grande maggioranza però, a cercato onestamente di trovare un lavoro qualsiasi, che li aiutasse a formarsi un futuro, con tutti i sogni, uguali a quelli degli uomini di tutto il mondo.

Mi dice di avere 96 anni, cosa incredibile vista la sua lucidità.
Ha parlato con il cuore e saggiamente, io ritengo giusto ciò che pensa, non sò quanti di voi siano d’accordo, questo verrò a saperlo presto.
Il giaciglio mi aspetta e come disse una famosa attrice “domani è un’altro giorno”.
>(CONTINUA DIARIO DEL GIORNO 25 GIUGNO)

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