giovedì

26 GIUGNO Giovedì Diario




26 Giugno = Giovedì ( City Tirana - Maps )

Non sò come faccio ha fare tanti chilometri in un giorno, su strade sconnesse e con buche traditrici, visitare monumenti e assistere a spettacoli come quello di ieri sera, infatti sono distrutto.
Rimango nella mia stanza disteso sul letto a godermi l’aria smossa dal ventilatore per tutta la mattinata.
Bussano alla porta è la signora del piano di sotto, apro e mi chiede, se ho intenzione di pranzare, le rispondo che penso di trovare un ristorante, perchè?

Lo chiedo perchè, se le fà piacere, posso prepararle io un buon pranzo e la spesa saranno pochi euro

Accetto volentieri, l’afa all’esterno è opprimente, meglio che me ne stia al fresco della camera in penombra.
Un’ora dopo la donna si presenta con un vassoio con al centro un pollo arrosto ricoperto di patate fritte, una bottiglia di vino sottobraccio e una busta di pane tenuta frà le dita, l’aiuto prontamente a posare il tutto sul tavolo.
Prima di andarsene le chiedo di come è la strada per arrivare a Scutari, mi conferma che la strada è buona e in un paio di ore posso arrivarci.
Non riesco a rilassarmi mi stò avvicinando sempre più all’italia e sento che mi manca.
Partiro subito dopo pranzo, alla faccia del caldo e del mangiare sullo stomaco.
Pago il dovuto alla gentile donna e salgo in auto andando per la strada a nord-ovest. Non ho fatto gli auguri alla signora, lo solo salutata cordialmente, mi sembrava un augurio ipocrita.

Km 28 in direzione dell’areoporto = km 49 Lezhe = km 45 arrivo a Scutari
( tot km 122 )

Scutari = (Shkoder) abitanti 110.000

La strada è stata ottima, in un paese vicino, Bushat, abita un mio carissimo amico, mi disse che se passavo in questi giorni da Scutari di fare un salto da lui a trovarlo, chiedo ad una pattuglia di polizia dove si trova il paese, mi indicano che è vicino, a soli 10Km
Questo giovane amico, lavora con me è sposato e padre di un figlio maschio. E’ venuto a passare qualche giorno, in Albania per affari di famiglia, lasciando i sui cari a Firenze, troppo strapazzo per un bambino che ha solo tre mesi.
Mi accoglie, come sempre, con il suo sorriso aperto, abbracciandomi e dimostrando il suo piacere, a che io sia venuto a trovarlo a casa sua.
Mi porta all’interno dell’abitazione grande e spaziosa, mi presenta sua madre e i suoi fratelli la loro accoglienza è calorosa e amichevole, non mi aspettavo niente di meno conoscendolo.
Una bottiglia di grappa distillata da loro stessi, viene posta al centro tavola, i bicchieri si riempiono e guai a rifiutare, sarebbe uno sgarbo alla loro amicizia e maleducazione da parte mia.
In poco tempo la bottiglia è vuota, le voci si intrecciano in un susseguirsi di domande e mie risposte, dovendogli raccontare il mio viaggio.
Cerco di riassumere, ma i fumi dell’alcool cominciano a fare effetto,dopo tanti bicchieri di grappa, stuzzichini, dolci e con la compagnia di musica locale è meglio che esca a prendere aria.
Usciamo, io, il mio amico e due suoi fratelli, le donne indaffarate in cucina, stanno preparando il pranzo, sul fuoco gratelle di coccio che sembrano tegole di tetti ondulate, sulle quali cuociono anguille di mezzo metro, una prelibatezza di queste parti.
Seduti su delle pietre messe a modo di panchina, ci fumiamo l’ennesima sigaretta, gli chiedo, come è la vita in questa zona dell’Albania:

Adesso è tranquilla, ma quando 15 anni fa, venni in Italia su un gommone, attraversando di notte l’Adriatico, questa era una zona in piena anarchia. Gli abitanti, dopo la caduta del dittatore Hoxha, aquistarono una libertà improvvisa, la mancanza di autorità nel Paese, determino la inosservanza di tutte le leggi scritte, valeva solo una legge, quella del più forte, come da sempre d’altronde. Le faide familiari particolarmente in questo luogo, si moltiplicarono, l’emigrazione selvaggia di molti uomini in tutta l’Albania, causo un sconvolgimento delle abitudini e tradizioni per molti albanesi. Oggi molte cose sono cambiate, il benessere è in continua ascesa è stata ricostituita un’autorità politica e di controllo, da parete delle forze dell’ordine, la costruzione di nuove strade, la riasfaltatura di altre, il pullulare di nuove costruzioni, abbellimenti architettonici delle maggiori città, come tu stesso hai potuto notare, sono la faccia più evidente della rinascita dell’Albania. Ancora cè da lavorare per un cambiamento, riguardo le vecchie usanze o tradizioni culturali dei cittadini. Specie, quì a nord il concetto di rispetto è molto forte, basta un niente che coltelli e pistole siano ancora protagoniste, vendette e resa dei conto per uno sgarbo subito è cosa abbastanza freguente da queste parti, anche se col tempo le cose stanno cambiando radizcalmente. Comunque ancora adesso, se ridi di qualcuno nel momento sbagliato, se guardi troppo insistentemente una donna, il cui uomo sia compagno o fratello poco importa, succede il finimondo, ma tutto questo sono sicuro, nel tempo cambiera.”

Si è vero la società e le loro tradizioni subiranno una inevitabile trasformazione, anche le donne, avranno una diversa collocazione nella società, nonostante esse siano sempre state rispettate e tenute in considerazione, la sudditanza all’uomo è totale, almeno in certe realtà locali albanesi.
Il pranzo è pronto, vengo trattato benissimo questa esigenza di porre l’ospite al centro dell’attenzione è naturale, l’ospitalità è sacra, specie nei paesi dell’est.
Il pasto e le libagioni, mi costringono a rimanere fino a sera presso di loro, smaltita la sbornia e digerito tutto quel ben di Dio e dormito un paio di ore, i miei amici, mi propongono di passare la serata a Scutari, accetto con entusiasmo.
Scutari ha un clima meraviglioso, il lago e le montagne, che le fanno da cornice, rendono il clima mite, non ha molto di artistico da mostrare ma il Castello di Rozafat, in cima alla rupe, offre un panorama eccezionale, la rende unica al mondo.
Arriviamo in città che sono le 22 , il caldo induce gli abitanti ad uscire per respirare un poco di aria fresca e un gelato nel più grande bar del centro.
Facciamo la stessa cosa che tutti stanno facendo e cioè, andare per il corso principale, percorrendolo più volte, incrociando famiglie intere, con i piccoli figli in carrozzina, gruppi di ragazzi che, come noi, guardano e commentano le belle ragazze, che allegre e sorridenti sicuramente parleranno di noi.
Non ci basta passeggiare, siamo venuti per sentire musica e ballare, di conseguenza finiamo la serata in una discoteca che non ha niente da invidiare alle italiane.
Al ritorno, la mattina alle 4, non arriviamo in silenzio, la gazzarra che facciamo sveglia mezza Bushat, ma non la loro mamma, che aspetta il ritorno della sua prole, seduta in poltrona e che non fa mancare un rimprovero a questi ragazzacci.
>(CONTINUA DIARIO DEL GIORNO 27 GIUGNO)


2 commenti:

Lucky Girl 1982 ha detto...

complimenti per il suo diario, sai mi ha riccordato un po il diario di Goethe " Viaggio in Italia" ....... anche tu sei riuscito a mostrare tutto quello che ti ha fatto impressione, non ho leto tutto il diario, ma quello che ho leto l'ho trovato interessante e volevo farle i complimenti, e grazie anche per aver' inserito sul tuo blog il link del mio video di Shkodra ........

Lucky Girl 1982 ha detto...

complimenti per il suo diario, sai mi ha riccordato un po il diario di Goethe " Viaggio in Italia" ....... anche tu sei riuscito a mostrare tutto quello che ti ha fatto impressione, non ho leto tutto il diario, ma quello che ho leto l'ho trovato interessante e volevo farle i complimenti, e grazie anche per aver' inserito sul tuo blog il link del mio video di Shkodra ........