venerdì

27 GIUGNO Venerdì Diario




27 Giugno = Venerdì ( City Bushat - Maps )

Urla provenienti dalla strada mi svegliano che sono già le 10, salto giù dal letto e nel polverone che vedo, affacciandomi alla finestra, intravedo in groppa ad un cavallo che sgroppando, cerca di scuotersi di dosso il mio amico, uno spettacolo da rodeo, la bestia viene in poco tempo ridotta alla ragione e sbuffando si calma, limitandosi a raschiare la terra con lo zoccolo.
Avrei voluto partire subito, ma mi hanno costretto a rimanere, almeno per pranzo, a tavola si sono aggiunti parenti e amici è inevitabile che non riesca a liberarmi del loro abbraccio fraterno.
Ma è l’ora che me ne vada, saluto tutti e li ringrazio dell’accoglienza ricevuta.

Km 18 Koplik = Km 17 Hani I Hotit confine col

MONTENEGRO = ( Dogana ) Stato Extracomunitario

Km 26 arrivo a Podgorica = ( tot km 61 )

Podgorica = Capitale del Montenegro – abitanti 250.000

Sono troppo stanco per arrivare a Niksic, il pranzo era buono ma l’abbondanza troppa. Due giovani ragazze sono ferme al semaforo in procinto di attraversare la strada, ne approfitto per chiedere se sanno indicarmi un posto per pernottare.
Una delle due, con due occhi neri che mi fulminano, come se le avessi offese, mi lasciano interdetto, ripeto la domanda, il suo viso si rischiara :

Mi scusi, credevo che fosse il solito pappagallo che cerca avventure in questo Paese, lei è italiano, a me piace l’Italia. Sono una studente e ho occasione spesso di visitare, virtualmente le vostre opere d’arte,
sono felice di poter esserle utile, facciamo così, lei ci accompagna a casa e chiederò a mia madre se può trovarle una sistemazione.

Ovviamente sono d’accordo, altretutto sono due belle ragazze e ciò mi stuzzica pensieri peccaminosi, salgono in auto e partiamo destinazione, periferia.
Arriviamo in fretta, presso una casa a due piani, una delle due, a proposito, sono sorelle, corre a suonare il campanello, apre una signora con lineamenti dolci, il viso chiaro ed occhi uguali a sua figlia.
Le ragazze, parlottano qualche minuto con la loro madre, attendo con aria interrogativa accanto alla macchina, d’un tratto, “occhi neri” mi chiama e raggiunta la soglia di casa sua madre mi fa una romanzina:

Quardi, che se era per me, lei non sarebbe ospite in questa casa, ringrazi le mie figlie, a cui non so dire di no.
Le permetto di pernottare, solo per questa notte, le posso preparare da cena ma non intendo aspettare, i sui comodi di turista nottambulo.
Noi andiamo presto a dormire, hanno esami di scuola domani per questo non voglio distrazioni per loro in questi giorni, dunque sia chiaro che dopo cena lei non esce, se ne va buono buono a dormire e domattina può anche andarsene.

Rimango di sasso, mai avrei pensato di essere accolto così, da una donna con un viso dolce come il suo, oltretutto sono venuto per chiedere solo un informazione, ma sono stato invischiato dalle due ragazze, che senza dirmi nulla, avevano fatto la grande pensata, di invitarmi a casa loro, senza neppure avvertirmi.
Chiarisco l’equivoco con la donna, la quale prima rimprovera le figlie e poi, scusandosi e facendo un sorriso che fa rifiorire il suo bel viso, mi invita ad entrare nella sua abitazione.
Senza neppure chiedermi se sono d’accordo, mi invita a prendere possesso di una camera, precisando che sono fortunato, perchè suo figlio più grande è sotto servizio militare per cui adesso è libera.
Devo dire, che aver avuto tre figli e avere ancora un corpo delizioso, senza ombra di grasso nè pancetta è straordinario, le faccio i miei complimenti, lei si schernisce in modo nervoso ma vedo che le fa piacere il complimento.
L’ora è tarda e la donna si premura di preparare la cena, mi siedo in cucina con lei che si muove con la grazia di una ragazzina.
Mi affascina questa femminile bellezza e faccio di tutto a che accetti la mia gentilezza, mi rendo disponibile ad apparecchiare la tavola e per essere più galante che posso, mi reco nel giardino prospicente la casa, a raccogliere, qualche colorato fiore, che metto in un vasetto al centro del tavolo, neppure ringrazia.
Nel mentre ceniamo, io e le ragazze chiacchieriamo e scherziamo insieme, sono contente della mia presenza, sono dispiaciute che l’indomani, purtroppo, saranno a scuola, avrebbero voluto portarmi a visitare la città.
Subito dopo cena sono spedite a letto da sua madre, mi siedo sui gradini fuori di casa, pochi minuti dopo mi raggiunge un profumo di caffè, il mio "sogno" mi raggiunge e sedendosi con me mi porge la tazzina.
E’ in vena di confidenze:

La porto io damani a conoscere Podgoriga, si sarà chiesto come mai non cè un uomo in questa casa, non cè più, se ne andato con un’altra più giovane di me, dice che io non sapevo dargli ciò che lei gli dà.
Le dico questo perchè ho visto che lei è una persona aperta e gentile e poi domani lei se ne andra e io in questo momento ho bisogno di parlare con qualcuno che mi ascolti, senza darmi consigli inutili.
Sono sola con tre figli, la mia durezza a volta fa paura anche a me, eppure sono costretta ad esserlo.
Da quando mio marito mi ha lasciata, gli uomini che conosco del circondario, hanno cercato di conquistare il mio corpo e neppure lontanamente hanno pensato di ottenere il mio affetto, e la gente aveva cominciato a fare pettegolezi.
Ciò a causato la mia decisa reazione, costringendomi a porre un atteggiamento duro con tutti, compreso i miei figli.
Voi uomini, volete soprattutto amore da noi donne, voi volete solo soddisfare le vostre voglie, facendo i galanti o sembrando, belli e interessanti più di quanto voi effettivamente siate.

La ritengo quasi un offesa personale e le rispondo offeso:

E’ inevitabile che le dica, che ciò che pensa è solo frutto della paura e della delusione avuta da sua marito, ci sono certamente uomini che non sanno distinguere un donna seria da una baldracca., ma il suo atteggiamento non frena i chiacchericci maligni del popolino.
La vita và vissuta a viso aperto e con coraggio, deve imparare ad avere più fiducia in se stessa, molti uomini sono stupidi, specie nel vantarsi delle conquiste fatte e ancor più, quando possono gloriarsi di quelle, che anche gli amici conoscono, ma non tutti siamo così.
Stasera io ho cercato di offrirle la mia amicizia, come risultato, il caffè è l’unico segno di gentilezza che ho ricevuto da lei.”

Non sò perchè, ma le donne sono facili al pianto e lei non è da meno, appoggia il capo alla mia spalla e sommessamente sfoga la sua tristezza.
L’arrabbiatura mi passa all’istante, le asciugo le lacrime e raccontandole, le cose allegre che mi sono successe in questo viaggio, sento i suoi singhiozzi trasformarsi in allegre risate.
Stiamo fino a tardi a raccontarci aneddoti e fatti della nostra vita, l’autmosfera si è fatta a tal punto confidenziale, che il divano di casa ci accoglie discretamente, le ragazze dormono e la notte è silenziosa e calda.
>(CONTINUA DIARIO DEL GIORNO 28 GIUGNO)


2 commenti:

Anna ha detto...

1. Podgorica ha 250 000 inabitanti
2. Podgorica o Montenegro in generale nn hanno la facolta di istoria della Arte,e umpo difficile che le ragazze andassero la mattina al esame.
3. Donne Montenegrine, sebenne amichevole, non invitereberro mai un sconosciuto a passare la notte a casa, specialmente quando nn hanno protezione degli uomini di casa
4. La storia e unpo' patetica... Lacrime??
Ana Selic (Montenegrina)

Torne ha detto...

Sì, alquanto improbabile. Potrebbe risultare anche un tantino offensiva.