giovedì

5 GIUGNO Giovedì Diario




5 Giugno Giovedì = ( City Balti - Maps )

Ieri sera mi sono addormentato presto, il viaggio e l’incontro con la ragazza mi aveva stancato molto, stamani sono appena le 6 e sono già sveglio.
Saluto l’affittuaria e riparto per il mio viaggio.
Guardando le carte stradali noto due strade che portano a Chisinau, scelgo quella dove ci sono due paesi lungo il percorso, l’altra è assolutamente solitaria.

Km 59 Sarateni Vechi = km 26 Orhei = km 44 arrivo a Chisinau - ( tot km 129 )

Chisinau = ( Kishinev - Kisinjov) Capitale della Moldavia = abitanti 718.000 =

Arrivo alla città costeggiando il Lago Ghidighichi, formato dal fiume Byk, mi si presenta un panorama di enormi palazzi, contornati ovunque da giardini e alberi, direi una città all’apparenza ecologica.
Cerco come al solito l’alloggio,nel mentre incrocio la piazza dove sorge il monumento a Stefano il Grande e la Sala Cu Orga, trovo l’ufficio informazioni alloggi, il trattamento riservatomi è eccellente, vengo informato del nome degli alberghi e tante altre soluzioni per una gradevole mia vacanza in città.
La mia scelta cade su una stanza in una casa privata, semplicemente per il costo molto inferiore e per la mia curiosità nel voler conoscere la gente del posto.
Mi invitano anche a lasciare l’auto presso un parcheggio costudito e scaricato i bagagli un loro incaricato si dilegua per portarla al sicuro...speriamo bene!
Mi chiamano un taxi, che mi scarica armi e bagagli presso la famiglia che mi accoglie con gentilezza e premura.
Sono accolto da una signora anziana la quale mi conduce alla mia camera e mi chiede se desidero pranzare presso di loro.
Non chiedo di meglio, ho una fame da lupo, il desco è ricco di pietanze: polenta con formaggio di pecora (feta greca), con sugo di maiale, involtini di riso, polpette con sugo, il tutto innaffiato con ottimo vino moldavo.
Mi alzo a stento per la scorpacciata fatta, mi siedo su un dondolo in giardino, nel frattempo, la padrona di casa mi serve un caffè alla turca: caffè macinato finissimo e mescolato con acqua bollente, servito in un apposito bricco di rame con un lungo manico.
Da giovane la donna deve aver avuto il suo fascino, noto i suoi capelli di un biondo solcato da larghe ciocche di capelli bianchi, occhi di un azzurro intenso, ha un viso disteso e amabile.
Le chiedo se è sposata, purtroppo mi dice che suo marito è defunto pochi anni fà, per fortuna sua figlia abita vicino con suo marito e tre figli e orgogliosamente mi mostra le loro fotografie, “Veramente una bella famiglia “ le confermo.
Suo genero lavora, me lo dice con tono orgoglioso come se fosse un premio e forse lo è. Non riesco a capire se nei Paesi dell’est, il lavoro viene considerato un diritto e per questo diritto lottare e reclamarlo o lo considerino solo una fortuna da ritenerlo addirittura come una vincita al lotto.
Gli abitanti dell’Est Europa, avranno da fare molta strada per riuscire ad avere i loro diritti ad avere una vita, non dico serena ma almeno una minima sicurezza nel formare una famiglia e arrivare ad una vecchiaia tranquilla.
Mentre stò riflettendo mi rendo conto che la donna mi stà raccontando qualcosa, metto in un angolo i miei pensieri e presto attenzione al suo monologo:

Il mio Paese ha molti pregi e difetti, ha il pregio di essere un popolo educato ed ospitale, in genere ha un comportamento sociale, improntato sul rispetto delle istituzioni e del prossimo, purtroppo tutto stà piano piano cambiando.
Specie a Chisinau, si vedono troppe macchine belle, troppi locali non propiamente improntati al divertimento moralmente accettabile si incontrano giovani sempre più maleducati, gli abitanti sono sempre più impegnati asbrigare i propri affari sempre più febbrilmente e tante altre cose che la mia vecchia morale non ritiene giusto

Comprendo il disagio di questa donna, vede che il suo mondo stà cambiando a passi da gigante ed essa non riesce a stare dietro ha questi cambiamenti sociali, che comportano responsabilità individuali e non più responsabilità collettive come quelli della sua gioventù.
Il mondo non ci aspetta, bisogna saper correre forte come lui altrimenti non ci rimane che chiuderci nel nostro guscio e mettersi l’anima in pace. Stasera non rinuncio ad una serata fatta di “bagordi” voglio vedere la vita notturna Moldava, il tipo di persone, che calcano queste strade nelle ore che di solito sono dedicate al riposo del giusto. Esco vestito da elegante signore di mezz’età, l’unico vestito che mi sono portato: pantaloni, giacca, gilè e cravatta…che omino!!
Entro in un Night, vengo contornato, di volta in volta, da ragazze splendide, non posso fare il tirchio e con una di queste, una biondina con un fisico minuto ma perfetto, bevo un cognac di produzione locale. Parliamo della mia Italia è piena di curiosità e contrariamente a quello che penso di solito e cioè che sia solo un modo di intrattenere e far spendere il più possibile il cliente, mi sembra veramente interessata a ciò che le racconto: l’Arte di Firenze, l’Antica Roma , la Romantica Venezia, la Dotta Bologna.
Parlo per molto tempo, mi rendo conto che, contrariamente al solito, la ragazza è rimasta seduta accanto a me, pendendo dalle mie labbra per più di un’ora.
Caso più unico che raro, dato che una entreneuse non si ferma più di 10/15 minuti con un cliente, a meno che, non spenda molto di più che un bicchiere di cognac. Le faccio notare la stranezza, con un sorriso mi dice:

L’Italia è il mio sogno, vengo da un piccolo paese dell’est della Moldavia, a casa non avevamo di che nutrirci, mia madre fù abbandonata da mio padre, io ero una bambina di 3 anni, erano anni tristi per questo Paese, la miseria cresceva a vista d’occhio e mia madre ha fatto sacrifici terribili per riuscire a crescermi, adesso tocca a me aiutarla, comincia ad essere vecchia.
Quando avrò abbastanza soldi voglio venire nel tuo Paese, lavorare in una fabbrica o in un bar, trovare un bel ragazzo e sposarmi, che mi dia amore e tanti figli, ci costruiremo una casa, avremo una bella macchina e invecchieremo insieme con tanti nipotini intorno

Ha parlato euforica e felice di esporre i propri progetti, le auguro tutto il bene che potrà ricevere e di realizzare i sogni che si è ripromessa.
Mi sciolgo dal suo abbraccio, la mia visita della notte by night non è ancora finita, pago ed esco ha respirare l’aria fresca della notte.
Sento musica nella vicina piazza, mi avvicino e vedo un gruppo di ragazzi e ragazze che ballano ai piedi di monumento, la musica è moderna è musica Rap.
Osservo a debita distanza, sono ubriachi fradici hanno maniere che rasentano il violento, scherzano tra loro maldestramente, si rincorrano, urlano…. forse la vecchia aveva ragione il mondo cambia in peggio.
Due auto arrivano veloci è la polizia, sono arrivati in silenzio solo lo stridio delle gomme avverte i ragazzi che stà succedendo qualcosa.
I poliziotti riescono a fermarne tre, vengono caricati in un cellulare e ripartono veloci.
Ho già visto e sentito abbastanza per oggi ,il letto mi aspetta paziente per avvolgermi nelle sue fresche lenzuola.
>(CONTINUA DIARIO DEL GIORNO 6 GIUGNO)

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