venerdì

6 GIUGNO Venerdì Diario




6 Giugno = Venerdì = ( City Chinisau - Maps )

Finora, in tutto il percorso fatto, il tempo è stato benigno con me, poca pioggia, nebbia accettabile e il freddo del nord è stato sostenibile, non posso lamentarmi, ho indovinato la stagione giusta per fare questo viaggio.
Il letto è comodissimo e la voglia di stare ha grogiolarmi tra le lenzuola è forte ma la signora è stata categorica

Alle 8 è è pregato di scendere per fare colazione!

Non mi sento certo di farla aspettare è capace di rimproverarmi. La colazione è ottima, ma il tempo stringe la Romania mi aspetta.
Un bacio alla signora ringraziandola della gentile ospitalità, prendo un taxi che mi riporta alla mia macchina trovandola pulita in perfetto ordine. Lascio una mancia al custode e parto per una nuova meta.

Km 30 Hincesti = km 50 confine con la

ROMANIA = ( Dogana ) = Stato comunitario

km 8 Husi = km 41 Crasna = km 36 arrivo a Birlad -( tot km 175 )

Birlad = (Barlad) = abitanti 70.000

Piccola cittadina, qualche supermarket, bancherelle di frutta e verdura, di cianfrusaglie e di ricordini per turisti, qualche chiesa e il municipio, niente di interessante.
Mi ci è voluta tutta la giornata per arrivare quì, alla frontiera c’erà una bella coda di macchine, che mi ha fatto perdere 3 ore. Per fortuna la mattina sono partito presto altrimenti sarei arrivato di notte.
Il mio primo pensiero è la ricerca del solito posto per dormire, non ci vuole molto, una vecchina, seminascosta dalla merce, seduta dietro un banchetto di verdura, mi indirizza verso una casa poco lontano, dicendomi che il vecchio che mi indica sulla porta della casa è l’affittuario.
La ringrazio e salutandola vado incontro all’uomo, seduto con il mento appoggiato ad un bastone. Mi pare assorto nei suoi pensieri perchè fino a che non tocco la sua spalla non volge il viso verso me, con uno scatto quasi impaurito.
Solo adesso mi accorgo delle sue orbite vuote:

Scusate, non potevo vedere il vostro arrivo, ero assorto nei miei sogni e non vi ho sentito arrivare.

Un attimo di imbarazzo, poi gli dico dell’informazione ricevuta e cioè che lei può affittarmi una camera, il vecchio appoggiandosi con forza sul bastone, si alza e mi invita a seguirlo all’interno della casa.
Si muove come se vedesse, la sua abilità nell’evitare, poltrona, tavolo, sedie è curiosa. Mi dice il prezzo, come spesso in questi casi, bassissimo e mi indica dove sono riposti lenzuoli e coperte.
Camera molto decorosa e pulita, nell’aria aleggia un buon odore di pino, mangerò qualcosa presso la prima cucina che incontrerò e poi a riposarmi dallo stress del viaggio.
E’ piuttosto tardi, ma comunque trovo un piccolo ristorante famigliare, nel quale pranzo a base di Mititei: salsicce a base di carne di vitello cotte alla griglia, L’Urda: prodotto con latte di pecora e per finire, la Placinta: millefoglie con marmellata di mele, il tutto accompagnato con birra locale e per finire un bicchierino di Zuica: acquavite di prugne.
Rientro in camera, sento bussare alla porta è il vecchio, che con la mano libera dal bastone, sostiene un piccolo vassoio, con il bricchetto di caffè, tazzina e un bicchierino d’acqua.
Per chi non riesce a dormire, se la sera bevono un caffè, questo sarebbe un attentato, ma sia per la stanchezza che per il fatto, che il caffè non mi disturba, mi godo con tutta calma il gustoso infuso nero alla Turca che gentilmente mi è stato offerto.
Questa è la seconda volta che arrivo in terra Romena. La prima volta venni nel lontano 1969, ero sposato da un anno e mia moglie in attesa del mio unico figlio.
Decidemmo comunque, con la pazzia di cui i giovani sono capaci, di intraprendere un viaggio all’estero con amici di famiglia.
Erano soli due anni che Ciausescu aveva preso il Potere e diventato il dittatore della Romania fino alla sua caduta conseguente alla rivoluzione del 1989. Il processo tenuto contro di lui e sua moglie fù documentato nei minimi particolari, chi è impressionabile non guardi i link video.
Partimmo i primi di Agosto e percorremmo tutta la ex Jugoslavia, la Grecia fino al canale di Corinto, risalimmo ed entrammo in Bulgaria, attraversandola fino ad arrivare in Romania e ritorno per la Jugoslavia. In tutto facemmo circa 8.000 Km in 20 giorni, con una Giulietta Alfa Romeo degli anni sessanta e una 500 Fiat.
Fù un impresa incoscente e pazzesca, andammo completamente digiuni, del sapere che cosa avremmo trovato. In Romania andai a Craiova poi a Bucarest, Ploiesti, Brasov, Sibiu e Timisoara, in pratica mezzo Paese. Adesso ritorno sul luogo del "misfatto" ma un pò più preparato e senza più la zazzera nera dei miei “Anni Verdi”, ma con lo spirito di avventura e curiosità che da sempre mi riconosco.
Ma adessso basta con i ricordi è l’ora di spengere la luce e riposare.
>(CONTINUA DIARIO DEL GIORNO 7 GIUGNO)


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