sabato

7 GIUGNO Sabato Diario




7 Giugno = Sabato = ( City Birlad - Maps )

Abbraccio il vecchio salutandolo e promettendogli di spedirgli del vino italiano, Chianti ovviamente.

Km 49 Tecuci = km 78 Galati = km 31 arrivo a Braila (tot km 158)

Braila = abitanti 219.000

Arrivo in vista della città e la cosa che subito si nota è il porto, grandioso, con silos, conteiner e magazzini merci di tutti tipi. Questo porto sul Danubio può ospitare navi oceaniche di medio tonnellaggio.
Mi sono recato in questa città, perchè sono venuto a trovare un mio amico rumeno, mentre mi reco al suo indirizzo, vedo: la chiesa di Sant’Arcangeli, Catedrala NASTEREA DOMNULUI la chiesa di San Nicola e altri monumenti minori.
Giunto a destinazione senza intoppi, grazie al mio gps, suono alla porta dell’abitazione, mi apre la porta proprio il mio amico, con un’esplosione di gioia mi abbraccia.
Non l’avevo avvertito del mio arrivo, non sapevo quando sarei arrivato a Braila e non volevo che stesse in pensiero per un eventuale ritardo nel percorso fino a quì.
Volevo arrivare comunque di Sabato perchè sapevo che sarebbe stato a casa il fine settimana, suo turno di riposo. Fà lo scaricatore di porto, il “burbero camallo” come li chiamiamo noi, forti e generosi.
Mi tolgo le scarpe, abitudine ormai consolidata in me, in questi paesi dell’est, che lo esigono, mi invita a sedermi sulla poltrona che mi accoglie tra i suoi morbidi cuscini.
Mi porge un bicchiere grande pieno a metà di grappa. Gli dico che è pazzo, lo sa che sono quasi astemio, ma non intende ragioni, devo mandarlo giù, con calma magari ma impossibile rifiutare.
Gli racconto il perchè sono giunto fino a quì, della decisione di fare questo viaggio e della motivazione che mi ha spinto a farlo.
Ascolta a bocca aperta e quando finisco il mio monologo mi dice:

Tu sei pazzo! In auto, da solo, vecchio come sei! Può capitarti di tutto, avere un incidente, essere aggredito, sentirti male.
In questi paesi che hai percorso niente è certo o sicuro

Gli rispondo, che niente è sicuro nella vita, in qualsiasi posto o ambiente che ti trovi, sà che il mio temperamento, per quanto socievole sia, ha un fondo di solitudine interiore.
La mia intima ricerca del conoscere, mi fà assistere alla rappresentazione del mondo, come se fossi uno spettatore e non come un protagonista della rappresentazione teatrale della vita e della società.
Ma torniamo al mio amico è un uomo che ha girato il mondo sulle navi, sotto tutte le bandiere, con uomini di tutti i tipi, poi stancatosi del tanto viaggiare è tornato nella sua città natia e adesso vive tranquillo con i suoi ricordi e lavorando sodo.
Mi chiede se ho fame, logico, visto che sono le 2 del pomeriggio, si reca in cucina e mentre prepara un piatto di pasta, alimento che ha imparato a cucinare in Italia, continuiamo a ricordare i tempi in cui ci freguentavamo. Mentre divoro il piatto di spaghetti, mi racconta ciò che a fatto in questi anni che non ci siamo visti:

Dopo che venni via dall’Italia, imbarcandomi a Livorno per lavorare su un cargo diretto in Egitto, nel tornare verso l’Europa facemmo sosta quì a Braila.
La nostalgia assopita dagli anni lontano dalla mia città, si fece preponderante, lasciai la nave e mi sono messo ha lavorare al porto.
Ho comprato questa casa e adesso mi manca solo una donna, che sappia assistermi per il resto della mia vita.”

Ma raccontami di questa città, cosa ha di particolare, come si vive.

Questa è una città da sempre cosmopolita, non solo perchè vi transitano tante navi, di conseguenza uomini di tutto il mondo, ma perchè gli abitanti stessi sono di tutte le razze e religioni che, fermandosi nei secoli passati in questo luogo, hanno dato vita ad una varieta e intrecci di razze e culture infinite. Questa è sempre stata una città tollerante.
Come vedrai più tardi, quando ti porterò per le sue strade, noterai che il vecchio centro è in cattive condizioni, scalcinato e malridotto, adesso si comincia a vedere che gli stanziamenti europei per la ristrutturazione e valorizzazione del centro storico, cominciano a fare gli effetti sperati, migliorando la sua storica architettura e valorizzazione del territorio, per incentivare un turismo internazionale, che possa dare fiato all’economia della città.

Ma dimmi piuttosto, come mai ancora non hai trovato una compagna.?

Di donne ve ne sono molte, ma non come le voglio io, molte di loro sognano un benessere che io non posso dargli, i riflessi del vostro mondo sono come specchietti per le allodole ed esse giustamente, sognano di trovare un uomo, che possa darle quello che esso riflette.

Credo tu abbia torto, certamente vi saranno alcune che desiderano quello che dici tu, ma è umano sperare di migliorare la propria vita e sognare un domani migliore.
Sicuramente esiste una donna che possa darti ciò che cerchi, accontentandosi di una vita dignitosa e di un uomo che le sappia voler bene.”

Sei sempre il solito sognatore, ma fai bene ad esserlo,ti fà rimanere giovane, vedo che non invecchi mai."

Ho da chiederti una delucidazione a proposito di cosa ho notato, venendo dal confine fino a questa città.
Lungo la strada ho visto ville bellissime, macchine lussuose parcheggiate in mezzo hai campi o catapecchie cadenti da cui uscivano frotte di bambini scalzi e giocosi.
Ma la cosa che accomunava tutto questo, era la comune fisionomia e abbigliamento degli abitanti che usufruivano di questi beni.

Sono zingari,(Part:2)(Part.3) mi limito a questa comune definizione, perchè di etnie nella loro comunità ve ne sono molte, con diverse culture e tradizioni: Rom, Sinti ecc.
Mi limiterò a dirti che il loro modo di vivere e di convivenza tra loro è presa molto in considerazione, la volontà di dimostrare, hai componenti della loro comunità, di essere importanti e per poterlo dimostrare, avere una bella auto, una villa, ori o quant’altro è uno status simbol, anche tra di loro vige la legge del più ricco che spesso da potere, all’interno del gruppo.
Ma comunque rispettano regole, che nessuno di loro prova ad infrangere, pena, ad andargli bene, l’allontanamento dalla loro comunità.
Tra loro esistono uomini o donne che vengono riconosciuti come saggi e come tali la loro voce è ascoltata e rispettata.
Ma la cultura zingara è difficile da capire, per noi, uomini abituati a seguire leggi scritte, le loro tradizioni e culture tramandate da sempre, oralmente, per noi sono fuori da ogni regola per una civile convivenza con questo popolo nomade.
Essi hanno le loro leggi perchè essendo sparsi per tutto il mondo, cercano di non farsi assorbire e controllare, da regole che ogni Stato emana per i propri cittadini

La spiegazione è molto superficiale ma è vero, che per noi è difficile riuscire a capire la loro cultura e accettare il loro comportamento.
Comunque la tolleranza è d’obbligo, per quanto sia complesso il dialogo frà le varie culture, sarà l’unica via d’uscita per le tante diffidenze e incomprensioni trà il nostro e il loro modo di intendere, la vita e la convivenza reciproca.
Passiamo la serata passeggiando per le strade della vecchia città, le ore passano veloci ma adesso è giunta l'ora del riposo, una sincera buonanotte reciproca e vado a dormire con i ricordi del tempo passato.
>(CONTINUA DIARIO DEL GIORNO 8 GIUGNO)


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