martedì

1 LUGLIO Martedì Diario




1 Luglio = Martedì ( City Sarajevo Maps )

Non ho dormito bene, i sogni sono stati incubi, stamani sarà per il caldo della notte, mi sono svegliato fradicio di sudore e con un mal di testa terribile.
Il racconto di quella donna mi ha sconvolto a tal punto, che ho sognato di croci e cani morti con le carni in decomposizione, sparse per prati e boschi immersi nella nebbia del mattino.
Scaccio questa visione che ben conoscevo, ma mai avevo sentito una testimonianza diretta, come quella fattami la sera prima.
Prendo un caffè presso un bar e mi allontano da questa storica località.

Km 56 Olovo = km 23 Kladanj = km 45 arrivo a Tuzla – ( tot km 124 )

Tuzla = abitanti 160.000 abitanti,

Per arrivare quì, ho potuto constatare che il racconto della donna è vero, inoltre devo far presente le case sparse per le colline e nelle vicinanze, sono state distrutte e bruciate, senza contare quei macabri cartelli che indicano la presenza di “Mine”.
Tuzla non ha subito molti danni nel centro abitato, ma sicuramente l’anima degli abitanti è stata annientata, sia quella dei musulmani bosniaci che sono state vittime di stragi di massa, che delle altre etnie, le cui milizie hanno causato questa barbarie.
Oggi le due fazioni sono tornate a convivere, i serbi, che lentamente stanno ritornando alle loro case, cercano di rientrarne in possesso, dopo averle abbandonate durante la Guerra, sono accolti in seno alla comunità con diffidenza ma anche con tolleranza, almeno quelli che non si macchiarono dei crimini perpretrati ai danni dei musulmani.
Non avendo fatto colazione mi fermo presso un mercato dove ad un banchetto servono delle schiacciate di pane, con carne di bovino tagliato a fettine fini, ottimo, una birra e mi siedo su un muretto nei pressi di un parco giochi per bambini nuovo di zecca.
Alcuni piccoli giocano tra loro, mentre anziane signore li tengono d’occhio lavorando a maglia.
Arriva correndo,una allegra compagnia di una decina di ragazzi e ragazze, avranno sui 13 anni, due giovani donne li seguono gridando loro di fare piano, ma essi si gettano chi sullo scivolo, chi sulla giostra girevole e altri alle altre strutture collocate apposta per il loro divertimento.
I bambini piccoli scappano in braccio alle signore anziane, che indispettite da tanto fracasso, richiamano all’ordine i ragazzi, che con il loro atteggiamento hanno fatto paura ai piccoli, le due accompagnatrici si scusano dando spiegazioni e informandole chi sono e da dove vengono:

Ci spiace se questi ragazzi vi disturbano ma dovete capire che sono bambini di un centro accoglienza nei dintorni della città.
Non hanno molti svaghi nella struttura che li ospita, oggi abbiamo approfittato della bella giornata e li abbiamo portati nel centro della città per dargli quel minimo di felicità che possono avere.
Non che stiano o siano trattati male in quell’ambiente che è l’orfanatrofio, ma il tenerli lontano dalla vita reale e sociale della comunità cittadina non giova alla loro serenità

Le anziane donne accettano le spiegazioni e le scuse e mentre una delle due ragazze si siede a chiaccherare con loro, l’altra si siede vicino a me.
La normale mia curiosità mi costringe a chiederle qualcosa della loro struttura di accoglienza:

Non è solo un orfanatrofio ma è anche altre cose, i bambini che vede appartengono anche a famiglie disagiate, non hanno neppure di che sostenerli per l’alimentazione.
Noi cerchiamo di aiutarli e grazie alle donazioni di singole persone e aiuti internazionali riusciamo in qualche modo ha risolvere molte situazioni critiche familiari. Ma viviamo comunque precariamente, purtroppo la realtà locale non interessa ai mass-media, non facciamo notizia.
La situazione sociale in Bosnia è particolarmente friabile, la gente di quì si sente abbandonata dal mondo civile, istituzioni assistenziali come Ong, Onlus e realtà locali di altri Paesi, come ad esempio quelle italiane, che adottano a distanza ragazzi e famiglie del posto, stanno facendo il possibile per aiutarci ma non è ancora abbastanza per ridare una speranza concreta, per la rinascita di questi martoriati territori.
Ancor oggi vi sono famiglie e donne sole che hanno bisogno di continua assistenza, non solo economica ma soprattutto morale.
Molte donne, durante le razzie delle varie milizie, di tutte le fazioni stuprarono donne di tutte le età, alcune si sono uccise, altre sono state uccise dagli stessi aguzzini che perpretarono quei misfatti.
Molte rimasero incinta, gli aborti furono tanti, per quelle che partorirono, in alcune, l’amore materno, superò l’odio per la violenza subita, per altre causò il conseguente abbandono del neonato, sia appena nato che nei primi mesi di vita.
Come vede, la conseguenza di tutto ciò, non sono state solo le morti violente, le atrocità delle guerre, ma il risultato silenzioso di tante singole tragedie, che non vengono divulgate allo stesso modo, di altre più eclatanti ma pur sempre tragedie terribili

Ho ascoltato con attenzione il suo sfogo, i suoi occhi sono tristi, ma non sgorga una sola lacrima sulle sue gote.
La ragazza mi saluta e richiama i ragazzi all’ordine, devono ripartire per il loro sicuro rifugio alle porte di Tuzla, la seconda ragazza mi si avvicina per salutarmi a sua volta e vedendomi che guardo l’altra che si allontana mi dice:

La conosco bene, probabilmente non le ha parlato di se stessa, ho sentito ciò che le diceva, ma non le ha detto che lei è stata una di loro.
Adesso appare tranquilla, ma le ci sono voluti anni e tanto amore per farla tornare apparentemente serena.

Una volta mi fù detto, che tutto ciò che vieni a sapere è conoscenza e ci arricchisce l’anima, purtroppo non solo di cose piacevoli.
La città offre non molte cose da visitare, la Moschea Turalibeg con il minareto in pietra, quelle di Jalta, Gornja Tuzla e di Haji Hasan e la Chiesa Cattolica, sono un attrattiva sufficente per visitare questa località, fuori da percorsi turistici, senza considerare, la socevolezza delle persone che incontri.
Adesso però devo pensare a dove pernottare ma non è difficile, la città è piccola, un albergo è sulla mia strada, la spesa contenuta, non hanno problemi di posto e il personale è gentilissimo.
Il tempo di posare il bagaglio che è arrivato il momento di andare a cena, al primo ristorante che trovo mi fermo, il posto e buono mi siedo e un solerte cameriere mi chiede che desideri, faccio fare a lui mi fido della cucina e miglior cosa, per essere serviti bene è non fare i difficili.
Mangio il Burek: torta salata con formaggi, carne, spinaci e patate, ottimo piatto simile al Borek Turco, per bere una bottiglia di birra, il pranzo è buono, sono soddisfatto della scelta fatta.
Aspettando l’ora del riposo, mi siedo su di una panchina nella piazza principale della città, un gruppo di giovani ascolta musica, giocano e scherzano, i maschi corteggiano le belle ragazze della compagnia, come tutti i giovani del mondo, i ricordi tristi se li sono buttati dietro le spalle, stanno facendo il solito gioco del corteggiamento che in tutto il mondo fà rinascere la vita e la speranza degli uomini e questi ragazzi, hanno bisogno di sperare e guardare al futuro, senza odio e con convivenza pacifica.
Domani si riparte, difficile che possa rimanere più di un giorno, nello stesso luogo, sono stanco di viaggiare e il ritorno a casa è sempre più vicino.
>(CONTINUA DIARIO DEL GIORNO 2 LUGLIO)


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