mercoledì

2 LUGLIO Mercoledì Diario




2 Luglio = Mercoledì ( City Tuzla - Maps )

Ho chiesto di essere svegliato presto, alle 7, un bussare discreto alla porta mi avverte che la comanda è stata esguita.
Il sorriso di una ragazzina al banco di accettazione, mi riporta il buonumore o forse il mio desiderio di vedere sempre, il lato buono delle situazioni in cui mi trovo, mi aiuta molto a recuperare, il mio innato ottimismo.

Km 40 Spionica Donja = km 29 Loncari = km 9 Orasje confine con la


CROAZIA = ( dogana ) Paese Extracomunitario

Km 3 Zupanija = km 46 arrivo a Slavonski Brod – ( tot km 127 )

Slavonski Brod = abitanti 60.700

Arrivo sul tardo pomeriggio, al confine la coda di auto e camion era lunghissima, ma comunque adesso sono arrivato alla tappa designata dal mio programma di viaggio.
Questo è l’ultimo Paese che visiterò e poi riattraversando velocemente la Slovenia sarò di nuovo nel “ Bel Paese
Sosto presso il porto fluviale sul fiume Sava, mi reco in un caffè per chiedere di un posto per pernottare, il bar è affollato da una varietà di uomini che visivilmente, si nota la loro diversità di provenienza, notando le fisionomie e le varie lingue che parlano.
Il barista è intento a servire i clienti e la confusione la fa da padrone, riesco comunque a farmi prendere in considerazione, mi liquida col darmi un indirizzo, presso un negozio più avanti un centinaio di metri.
E’ un negozio di musica, il suono che ne deriva dal suo interno è infernale, musica talmente alta, che non so come farò a informarmi.
Entro e vedo affaccendata presso gli scaffali di CD, una ragazza che mi volta le spalle, con capelli nerissimi, che le scendono fino alla vita.
Cerco di attrarre la sua attenzione, ma la musica le impedisce di capire, che un cliente è entrato nel negozio, mi avvicino a lei e toccandole una spalla, lei sobbalza spaventata, l’attimo di paura scompare in un momento, guardandomi capisce che non sono un malintenzionato.
Tenendosi la mano sul cuore, si affretta a tranquillizzarmi e scusarsi dello scatto di paura che essa ha avuto, le dico che mi spiace ma non sapevo come fare per attrarre la sua attenzione.
Abbassa notevolmente l’audio del CD, rendendolo accettabile da un normale orecchio umano, le faccio la domanda che ormai è diventata prassi normale nel mio viaggio:

Stò cercando un posto per alloggiare, per una persona, almeno per una notte, se possibile non in un albergo, conosce qualcuno che mi può aiutare?

E’ solo? Non ci sono problemi, io ho una stanza con letto singolo, se si adatta posso ospitarla io, l’hanno indirizzata bene sanno che affitto la camera a stranieri di passaggio, ma vedo sulla sua faccia un espressione interrogativa.
Non si allarmi nè si illuda, la mia camera e la sua hanno la serratura a prova di ladri, perciò niente paura di essere violentato, nè soprattutto illudersi di violentare me

La sua risata allegra, induce anche me a seguirla nell’ilarita, suscitata dalla mia espressione di diffidenza e sorpresa insieme.
La situazione a creato una reciproca simpatia, chiude la porta del negozio e fatto pochi metri di strada, entriamo nel suo alloggio.
Mi porta in una camera piccola ma arredata con gusto, decisamente femminile, con pareti, tendine alla finestra, letto e lenzuoli, il tutto rosa pastello, un piccolo armadio e il settimino, di pregiata fattura artigianale di rovere chiaro, l’unica cosa che stona è il piccolo televisore, posto sul settimino.
Mi complimento per il gusto, molto femminile, ma penso anche che il rosa è un colore, nel quale non mi ci trovo avvolto, a meno che non sia in tenera compagnia di una donna.
Torna nel negozio, io mi riposo un poco disteso sul letto, pensando alla ragazza, la trovo carina ma non bellissima, quello che colpisce sono i suoi capelli lunghissimi, ma più che altro, la sua bocca perfetta da tirabaci.
Ma lasciamo stare questi pensieri da vecchio satiro e passiamo a cose di interesse intellellettuale come ad esempio la Fortezza della città, con all’interno il Museo dei Mandolini, l’allestimento dell’esposizione non è grande ma il valore dei pezzi esposti sono storici e di grande pregio.
Sono esposti anche spartiti di musica pensati apposta per questi romantici strumenti, inoltre vi viene presentato, anche come venivano costruiti.
Andrò a visitarli domani mattina, adesso è l’ora di cena, vado ad avvertire la ragazza che mi assento qualche ora, visto che non mi ha dato la chiave di casa.
E’ intenta a chiudere il negozio, la informo della mia decisione di passare la serata in giro e cenare in un ristorante, a questo proposito le chiedo se può indirizzarmi lei per un locale dove si può gustare la cucina locale.
Sembra che non aspettasse altro, mi chiede, che se mi fà piacere, verrebbe volentieri con me.
Non posso fare altro che chiederle se vuole accompagnarmi, almeno sono sicuro che mi porterà nel posto dove si mangia bene.
Il ristorante non è altro che una trattoria a conduzione familiare, ci servono
subito un bicchiere di Sljivovica: acquavite di prugne, come antipasto il Kulen; salame speziato e prosciutto essiccato di produzione artigianale, di seguito il Fis-Paprikas: gulasch speziato di pesce e la carpa arrosto allo spiedo infilzata in un ramo biforcuto, di dolce i famosi “Dolcetti Nuziali” il tutto innaffiato con il vino Traminac di Ilok.
Usciamo con le gambe malferme, menomale che siamo venuti a piedi, il pranzo è stato ottimo ma il bere ci ha stordito a tal punto che a fatica riusciamo a tornare a casa.
Ci stendiamo sul divano del salotto, ridendo e scherzando in preda ai fumi dell’alcool, la confidenza valica il limite della decenza le coccole si sprecano, ma gli occhi dopo qualche minuto non ci danno il tempo di concludere in modo degno la serata e al mattino ci ritroviamo distesi per terra come cenci.
>(CONTINUA DIARIO DEL GIORNO 3 LUGLIO)


0 commenti: